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Art. 232 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 232 Codice di Procedura Civile

Quietanza Liberatoria: Quando la Mancata Risposta Ribalta il Pagamento
Una Direzione didattica ha chiesto il saldo per l'uso di aule. Il Lavoratore ha presentato una quietanza liberatoria, ma la Direzione ha contestato un errore. Il Tribunale ha condannato il Lavoratore, ritenendo che la sua mancata risposta all'interrogatorio formale equivalga a una confessione, superando l'efficacia della quietanza. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la mancata presentazione all'interrogatorio formale può annullare il valore probatorio di una quietanza liberatoria, specialmente se supportata da altri indizi di errore. Il ricorso del Lavoratore è stato rigettato.
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Dimissioni per giusta causa: l’Azienda non paga e perde in Cassazione
Un Lavoratore ha rassegnato le dimissioni per giusta causa a causa del mancato pagamento delle retribuzioni da parte dell'Azienda. I giudici di primo e secondo grado hanno riconosciuto la validità delle dimissioni per giusta causa e hanno condannato l'Azienda a pagare le somme dovute. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di aver adempiuto e che l'onere della prova fosse stato mal interpretato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Azienda, confermando che l'Azienda non ha dimostrato di aver pagato il Lavoratore. La sentenza ha ribadito che spetta al datore di lavoro provare l'avvenuto pagamento delle retribuzioni.
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Onere della prova del mandato: spese chieste ma non dimostrate
Una società di pratiche auto ha citato in giudizio un privato per ottenere il rimborso delle spese sostenute per la rimozione di un veicolo abbandonato su strada pubblica e per il rilascio di un foglio di via provvisorio. Il Tribunale ha respinto la domanda perché l'attrice non ha assolto l'onere della prova del mandato professionale e non ha dimostrato la colpa del convenuto nell'abbandono dell'auto. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente il rigetto, dichiarando inammissibile il ricorso della società. La valutazione delle prove spetta esclusivamente al giudice di merito, la cui decisione logica e coerente non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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