LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 — Anno 2024

Pagina 5 di 18

Altri anni per Art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

Confisca Allargata: Fondi illeciti non sanabili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la 'confisca allargata' è legittima anche quando i beni sono acquistati con fondi derivanti da polizze assicurative svincolate, qualora si dimostri che i premi originariamente versati provenivano da attività illecite. In questo caso, nonostante la richiesta di revoca basata su tale provvista, i giudici hanno confermato la confisca analizzando a ritroso l'origine del denaro, rivelatasi sproporzionata rispetto ai redditi leciti del condannato e riconducibile a reati come l'usura.
Continua »
Rinnovazione istruttoria: quando è un diritto?
La Cassazione respinge il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta, negando la rinnovazione istruttoria. La Corte chiarisce che la notifica personale sana i vizi del domicilio eletto e che il diritto a nuove prove in appello non è assoluto, anche dopo la restituzione nel termine per impugnare.
Continua »
Marchio CE contraffatto: frode in commercio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37165/2024, ha stabilito che la vendita di prodotti con un marchio CE contraffatto non integra il delitto di commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.), bensì quello di frode in commercio (art. 515 c.p.). La Corte ha chiarito che il marchio CE non è un segno distintivo del prodotto, ma un'attestazione di conformità a standard di sicurezza. Di conseguenza, ha riqualificato il reato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'Appello per la sola rideterminazione della pena, dichiarando irrevocabile l'accertamento di responsabilità anche per il connesso reato di ricettazione.
Continua »
Sequestro per equivalente: i poteri del Riesame
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37167/2024, ha chiarito i poteri del Tribunale del Riesame in materia di sequestro per equivalente. La Corte ha stabilito che il Riesame può integrare una motivazione 'carente' ma non 'insussistente' del provvedimento originario riguardo al 'periculum in mora'. Viene inoltre ribadito che la scelta dei beni da sottoporre a sequestro è di competenza del Pubblico Ministero in fase esecutiva, non del giudice che emette il provvedimento.
Continua »
Violenza privata: bloccare la strada è reato
Un uomo parcheggia un escavatore bloccando l'accesso a un complesso residenziale. Assolto in primo grado, la Cassazione annulla la sentenza, affermando che integra il reato di violenza privata anche l'uso di un mezzo per impedire il passaggio, senza necessità di minacce o violenza fisica. Il rifiuto di spostare il veicolo conferma l'intento coercitivo.
Continua »
Custodia cautelare: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per detenzione e porto d'armi. La Corte ha stabilito che il termine di dieci giorni per la decisione del Tribunale del Riesame decorre dal deposito dell'ordinanza, non dalla notifica. Ha inoltre chiarito che l'omessa valutazione di elementi difensivi non decisivi non invalida la misura e che la valutazione del pericolo di recidiva può basarsi sulla personalità e sulle frequentazioni dell'indagato, giustificando la custodia cautelare in carcere.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: la Cassazione decide
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale non si presentava in caserma come prescritto. Condannato, ricorreva in Cassazione lamentando la mancanza della prova documentale (il registro delle firme). La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la testimonianza giurata degli agenti è prova sufficiente per la violazione della sorveglianza speciale, non essendo il registro l'unica prova ammissibile.
Continua »
Mandato ad impugnare: la Cassazione conferma la norma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, confermando l'inammissibilità del suo appello. L'imputato, giudicato in assenza, non aveva fornito al suo difensore d'ufficio uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dopo la pronuncia della sentenza, come richiesto dalla Riforma Cartabia (art. 581 c.p.p.). La Corte ha stabilito che tale requisito non viola né la Costituzione né le norme europee, rappresentando una scelta legislativa ragionevole volta a garantire che l'impugnazione sia una decisione personale e ponderata dell'imputato.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la decisione di merito che aveva accertato la distrazione di somme e la tenuta irregolare delle scritture contabili al fine di danneggiare i creditori.
Continua »
Acquisizione prove digitali: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di omicidio preterintenzionale in cui la difesa contestava le modalità di acquisizione delle prove digitali, in particolare i filmati di videosorveglianza. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la violazione delle procedure tecniche non comporta l'automatica inutilizzabilità della prova, ma ne influenza l'attendibilità. Inoltre, ha applicato il principio della "prova di resistenza", evidenziando che l'impianto accusatorio si basava anche su altre fonti di prova decisive, come intercettazioni e ammissioni.
Continua »
Sospensione processo penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sospensione di un processo penale per bancarotta in attesa della decisione definitiva sulla sentenza di fallimento in sede civile. La Corte ha stabilito che la sospensione del processo penale è giustificata dalla dipendenza del giudizio penale dall'esito di quello civile, indipendentemente dalla qualificazione giuridica della sentenza di fallimento come elemento del reato o come condizione obiettiva di punibilità.
Continua »
Revisione della condanna: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revisione della condanna per omicidio. La richiesta, basata su presunte falsità documentali riguardo la posizione societaria dell'imputato e il movente, è stata giudicata una mera reiterazione di una precedente istanza già respinta, non presentando nuovi elementi decisivi.
Continua »
Elezione domicilio appello: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34702/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato il cui appello era stato dichiarato inammissibile per mancata allegazione della dichiarazione o elezione di domicilio. La Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. introdotto dalla Riforma Cartabia, è necessaria una nuova e specifica manifestazione di volontà successiva alla sentenza di primo grado. Non sono validi né il semplice richiamo a una precedente elezione di domicilio fatto dal difensore, né l'indicazione della propria residenza all'estero nell'atto di nomina del legale, poiché per i residenti all'estero è richiesta l'elezione di domicilio in Italia.
Continua »
Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una misura cautelare per usura. La decisione sottolinea che la richiesta di rivalutare le prove non costituisce un valido motivo di ricorso, confermando la misura basata su un grave quadro indiziario, come il possesso della carta del reddito di cittadinanza della vittima.
Continua »
Nullità regime intermedio: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e commercio di prodotti contraffatti. La difesa lamentava una violazione del contraddittorio dovuta alla tardiva comunicazione delle conclusioni del PM, configurando una nullità regime intermedio. La Corte ha respinto il motivo, sottolineando che l'appellante non ha specificato quale concreto pregiudizio avesse subito, rendendo la doglianza generica. Anche il motivo sulla recidiva è stato respinto.
Continua »
Ricorso per cassazione inammissibile: limiti e poteri
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il caso riguarda presunte fatture per operazioni inesistenti. La Corte chiarisce che il ricorso è limitato alla violazione di legge e non può consistere in una nuova valutazione dei fatti o in una critica alla motivazione del giudice del riesame, se questa non è palesemente illogica o inesistente.
Continua »
Sequestro preventivo terzo: la prova della titolarità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33871/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato che chiedeva la restituzione di una somma di denaro oggetto di sequestro preventivo. Il provvedimento era stato disposto nei confronti di un suo familiare per reati fiscali. La Corte ha stabilito che, in presenza di una commistione di beni e attività economiche tra il terzo e l'indagato, non è sufficiente dimostrare la mera titolarità del bene, ma è necessario provare la totale estraneità al reato, prova che in questo caso non è stata fornita.
Continua »
Rinnovazione istruttoria: quando il giudice può negarla
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per omicidio, il quale chiedeva la rinnovazione istruttoria in appello per riesaminare le prove scientifiche. La Corte ha ribadito che la riapertura del dibattimento è una misura eccezionale e che il giudice d'appello può legittimamente negarla se ritiene, con motivazione congrua, che gli atti del primo grado siano completi e sufficienti per decidere, come nel caso di specie dove le prove genetiche erano state ritenute univoche.
Continua »
Associazione per delinquere: i gravi indizi di colpa
Una donna, accusata di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata a commettere furti in abitazione, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la misura. Secondo i giudici, la gravità indiziaria non si basava solo sulla localizzazione del cellulare, ma su un complesso di elementi probatori. Inoltre, i precedenti penali e la natura familiare del sodalizio criminale giustificavano la misura detentiva come unica idonea a prevenire la reiterazione dei reati.
Continua »
Associazione per delinquere: prova e misura cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di associazione per delinquere finalizzata a furti in abitazione. La Corte ha stabilito che la prova del vincolo associativo può essere desunta dalla commissione seriale e organizzata dei reati-fine. Inoltre, ha ritenuto la custodia in carcere una misura proporzionata, data la gravità dei fatti, i precedenti specifici dell'indagato e l'elevato rischio di reiterazione, escludendo misure meno afflittive come gli arresti domiciliari.
Continua »