La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46399/2023, ha affrontato un caso di bancarotta fraudolenta commessa da un soggetto che ricopriva il doppio ruolo di socio e amministratore. La Corte ha chiarito che la responsabilità per gli atti di gestione del patrimonio sociale ricade sulla figura dell'amministratore (art. 223 l. fall.), anche se coincide con quella del socio. Ha inoltre annullato con rinvio la decisione d'appello per non aver valutato la richiesta di conversione della pena detentiva in lavori di pubblica utilità, come previsto dalla recente riforma.
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