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Art. 225 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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Querela di falso e fideiussione: la Cassazione blocca l’escussione
Una società appaltatrice ottiene il blocco dell'escussione di una polizza fideiussoria, sostenendo che la società committente avesse rinunciato alla garanzia con una lettera in lingua russa. La società committente propone una querela di falso contro la traduzione asseverata di tale lettera, ma la domanda viene respinta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione conferma le decisioni precedenti, rigettando il ricorso della committente. La Suprema Corte chiarisce che il giudice può decidere congiuntamente sulla querela di falso e sul merito della causa, e che l'intervento del Pubblico Ministero è valido se quest'ultimo è messo in condizione di partecipare, senza necessità di presenza fisica alle udienze. Il ricorso viene rigettato con condanna alle spese.
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Querela di falso in appello: errore del giudice, sentenza annullata
Una persona, chiamata a pagare un debito come garante, contesta la falsità della propria firma sulla fideiussione. Dopo una prima perizia che le dà torto, presenta una querela di falso. La Corte d'Appello, investita della questione, decide nel merito e dichiara false le firme. La Corte di Cassazione interviene e annulla questa decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla procedura della querela di falso in appello. Il giudice d'appello non può decidere sulla falsità del documento, ma deve sospendere il giudizio e rimandare la causa specifica sulla falsità al Tribunale di primo grado. La sentenza d'appello viene quindi cancellata per un grave errore procedurale.
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Opposizione atti esecutivi: vizio formale e ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva proposto un'opposizione atti esecutivi per la mancanza della formula esecutiva sulla copia del titolo notificatagli. La Corte ha chiarito che i vizi formali sono irrilevanti se non ledono concretamente il diritto di difesa e che l'opposizione stessa sana il difetto per raggiungimento dello scopo. Inoltre, ha ribadito l'inammissibilità di domande nuove introdotte dopo l'atto iniziale di opposizione.
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Querela di falso: chi è il legittimo convenuto?
Una cittadina avvia una querela di falso per contestare la notifica di alcune cartelle di pagamento. L'ente di riscossione chiama in causa la società postale responsabile della notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale chiamata è inammissibile: l'unico legittimo convenuto nella querela di falso è il soggetto che intende avvalersi del documento contestato. La sentenza che accerta il falso ha infatti efficacia verso tutti (erga omnes), rendendo superflua la partecipazione di terzi al giudizio.
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