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Art. 222 Codice della Strada — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 222 Codice della Strada

Revoca della patente: conta l’adozione, non la notifica
Un automobilista ha impugnato il provvedimento di revoca della patente emesso dall'amministrazione a seguito di una condanna definitiva per guida in stato di ebbrezza. La controversia riguardava la data di decorrenza degli effetti della sanzione, indicata dall'ufficio pubblico nella data di notifica dell'atto anziché in quella di adozione. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del conducente. I giudici hanno stabilito che la revoca della patente produce i suoi effetti esecutivi a partire dal giorno della sua adozione da parte dell'amministrazione e non dal momento successivo della comunicazione all'interessato. Di conseguenza, la decisione precedente è stata cassata e la causa è stata decisa nel merito con la dichiarazione di parziale illegittimità del provvedimento impugnato.
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Revoca della patente per omicidio stradale: sanzione o vizio?
Un automobilista ha impugnato l'ordinanza prefettizia che disponeva la revoca della patente per omicidio stradale a seguito di una condanna penale per aver causato un incidente mortale sotto l'effetto di stupefacenti. Il ricorrente lamentava l'omessa indicazione della durata del divieto, la tardività del provvedimento e l'illegittimità della firma del Vice-Prefetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la durata di quindici anni per il conseguimento di una nuova patente è stabilita direttamente dalla legge e che il Prefetto può emettere l'ordinanza entro il termine di prescrizione di cinque anni. Inoltre, ha ribadito la piena validità degli atti firmati dal Vice-Prefetto vicario.
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Inversione di marcia in autostrada: multa al casello
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'automobilista multata per un'inversione a U nell'area di un casello autostradale. La Corte ha confermato che il divieto di inversione di marcia in autostrada, previsto dall'art. 176 del Codice della Strada, si estende anche alle aree immediatamente circostanti i caselli, considerate pericolose per la circolazione. L'unico punto del ricorso accolto riguarda le spese legali: la Prefettura, se difesa in giudizio da un proprio funzionario anziché dall'Avvocatura dello Stato, non ha diritto al pagamento degli onorari di avvocato, ma solo al rimborso delle spese vive.
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