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Art. 22 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 22 Codice di Procedura Penale

Utilizzabilità delle intercettazioni e cambio giudice: la guida
Un indagato finisce in custodia cautelare per una serie di furti di veicoli e calzature di lusso. Il primo giudice dichiara la propria incompetenza territoriale e trasmette gli atti al tribunale competente, il quale emette una nuova misura cautelare basandosi sulle registrazioni audio già raccolte. L'indagato contesta la decisione lamentando la violazione dei termini di riesame e contestando l'utilizzabilità delle intercettazioni in un procedimento formalmente diverso. La Corte di Cassazione respinge il ricorso e conferma la misura carceraria. I giudici stabiliscono che il trasferimento degli atti per incompetenza non rende il fascicolo un procedimento diverso. Pertanto, l'utilizzabilità delle intercettazioni resta pienamente valida per lo stesso fatto di reato.
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Inammissibilità ricorso: spese intercettazioni
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso presentato dal Pubblico Ministero contro un decreto del GIP. Il giudice di merito aveva dichiarato la propria incompetenza riguardo alla liquidazione delle fatture per servizi di intercettazione resi da una società privata, restituendo gli atti alla Procura. La Suprema Corte ha ribadito che il provvedimento di restituzione degli atti non è impugnabile, salvo il caso di abnormità, che però non è stato adeguatamente motivato o dimostrato dal ricorrente nel caso di specie.
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Imputazione coattiva: non appellabile l’ordine del GIP
Un Pubblico Ministero ha presentato ricorso contro un'ordinanza del GIP che, respingendo la richiesta di archiviazione, imponeva una imputazione coattiva senza aver fissato l'udienza camerale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio secondo cui tale provvedimento non è impugnabile, neppure per vizi procedurali o di competenza, in quanto non genera una stasi processuale irreversibile.
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Legittimo impedimento imputato: la sentenza è nulla
La Cassazione annulla una sentenza di condanna perché il giudice d'appello non ha riconosciuto il legittimo impedimento imputato, soggetto a obbligo di dimora, che aveva chiesto di partecipare all'udienza. La mancata autorizzazione a presenziare viola il diritto di difesa e causa la nullità assoluta del provvedimento.
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