LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 218 Codice della Strada — Anno 2022

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 218 Codice della Strada

Sanzione amministrativa accessoria: il patteggiamento non la riduce
Un automobilista, accusato di lesioni personali stradali, concorda con il pubblico ministero una pena patteggiata. Il Tribunale applica la pena concordata ma stabilisce una sanzione amministrativa accessoria, nello specifico la sospensione della patente, in misura superiore rispetto a quella ipotizzata nell'accordo, considerando la gravità delle lesioni riportate dalla vittima. L'automobilista ricorre in Cassazione ritenendo la sanzione sproporzionata e vincolata all'accordo. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. I giudici chiariscono che l'accordo sul patteggiamento non vincola il giudice nella determinazione della sanzione amministrativa accessoria, in quanto quest'ultima è sottratta alla disponibilità delle parti. Di conseguenza, il conducente perde il ricorso e viene condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sospensione della patente: decide il giudice, esegue il prefetto
Un conducente, alla guida di un autocarro, ha tamponato un'auto causando lesioni gravi a due persone. Il Tribunale ha applicato la pena concordata e la sanzione accessoria della sospensione della patente per un anno. Il conducente ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la sospensione dovesse essere inferiore e che il periodo già scontato in via amministrativa dovesse essere calcolato dal giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la sospensione della patente applicata dal giudice penale è autonoma rispetto a quella provvisoria del Prefetto. Spetta infatti a quest'ultimo, in fase di esecuzione, sottrarre il periodo già scontato, senza che sia necessario un intervento specifico del giudice nella sentenza.
Continua »
Sospensione della patente di guida: obbligatoria con lavori utili
Un automobilista, accusato di guida in stato di ebbrezza, concorda tramite patteggiamento una pena di quattro mesi di arresto e duemila euro di ammenda, sostituita con il lavoro di pubblica utilità. Il Tribunale omette però di applicare la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida. Il Procuratore Generale ricorre in Cassazione per violazione di legge. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la sospensione della patente di guida è obbligatoria anche in caso di sostituzione della pena. Il giudice deve quantificare la sanzione e sospenderne l'efficacia fino all'esito del lavoro di pubblica utilità, il quale, se positivo, estingue il reato e dimezza la sospensione. La sentenza viene annullata con rinvio al Tribunale di Verona.
Continua »
Filtro in appello: l’errore che fa perdere la patente
Un automobilista impugna il verbale per guida con patente sospesa e la conseguente revoca del titolo. Il Giudice di Pace dichiara il ricorso tardivo perché presentato oltre i trenta giorni. In secondo grado, il Tribunale applica il filtro in appello, dichiarando l'impugnazione inammissibile per mancanza di probabilità di successo. L'automobilista ricorre in Cassazione contestando la decisione d'appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: quando opera il filtro in appello, la parte non può contestare la decisione del Tribunale per motivi di merito, ma deve impugnare direttamente la sentenza del Giudice di Pace. L'automobilista perde la causa ed è condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
Continua »
Ordinanza ingiunzione: la Cassazione frena i tempi dello Stato
Un automobilista ha impugnato la sanzione ricevuta per aver circolato con la patente sospesa. Il Tribunale ha rigettato l'opposizione. In Cassazione, il relatore ha proposto il rigetto del ricorso sostenendo che, non essendo ammesso il pagamento in misura ridotta, l'unico atto impugnabile fosse l'ordinanza ingiunzione, emettibile senza termini di decadenza ma solo di prescrizione. Tuttavia, il Collegio non ha condiviso questa tesi. Richiamando una pronuncia della Corte Costituzionale, i giudici hanno evidenziato la necessità di un'interpretazione orientata alla Costituzione per verificare l'applicabilità dei termini di decadenza previsti dal codice della strada. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la trattazione della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
Continua »
Responsabilità del conducente: la scorta non esclude la colpa
Un grave incidente stradale ha coinvolto un trasporto eccezionale e un giovane automobilista, causandone la morte. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo a carico del conducente del mezzo pesante e la responsabilità civile della società proprietaria. Nonostante la presenza di una scorta tecnica, la Corte ha stabilito che la responsabilità del conducente non viene meno: l'autista, avendo una visuale sopraelevata e chiara sull'auto che sopraggiungeva, avrebbe dovuto rallentare o fermarsi per facilitare l'incrocio malagevole, come previsto dal Codice della Strada. I ricorsi dell'imputato e della società sono stati rigettati, confermando la condanna a otto mesi di reclusione, la sospensione della patente per un anno e il pagamento di una provvisionale per il risarcimento del danno.
Continua »
Sospensione della patente di guida o revoca? Serve la motivazione
Un'automobilista ha investito un pedone sulle strisce pedonali, causandogli gravissime lesioni. Il Tribunale ha applicato una pena concordata tramite patteggiamento e ha disposto la sola sospensione della patente di guida per quattro mesi. La Procura ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la mancata applicazione della revoca della patente e l'assenza di spiegazioni su tale scelta favorevole. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il magistrato non può decidere la più mite sospensione della patente di guida senza spiegare, anche brevemente, i motivi della scelta rispetto alla revoca. La sentenza è stata annullata limitatamente alla sanzione stradale, con rinvio al Tribunale per una nuova decisione motivata.
Continua »
Sospensione della patente di guida: stop di 3 anni e pena sospesa
Due conducenti, dopo aver ingaggiato una gara automobilistica nel centro cittadino provocando un grave incidente con feriti, concordano un patteggiamento per il reato di gareggiamento in velocità. Il giudice applica anche la sanzione della sospensione della patente di guida per la durata massima di tre anni. Gli imputati ricorrono in Cassazione, ritenendo eccessiva e non motivata la durata della sanzione accessoria, soprattutto a fronte della concessione delle attenuanti generiche e della pena sospesa. La Suprema Corte dichiara inammissibili i ricorsi. I giudici chiariscono che la sanzione amministrativa risponde a criteri autonomi di gravità del sinistro e delle lesioni, indipendenti dalle valutazioni sulla pena principale. I ricorrenti perdono la causa e sono condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sospensione della patente di guida: no a sanzioni senza motivi
Un automobilista, in seguito a un incidente stradale con lesioni colpose e omissione di soccorso, ha concordato una pena di otto mesi di reclusione tramite patteggiamento. Il Tribunale ha applicato anche la sanzione della sospensione della patente di guida per oltre due anni e lo ha condannato a pagare le spese legali della parte civile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'automobilista. I giudici hanno stabilito che la durata della sospensione della patente di guida, se superiore alla media edittale, richiede una motivazione specifica e dettagliata basata sulla gravità del fatto. Inoltre, la Cassazione ha annullato la condanna alle spese legali poiché la vittima si era costituita parte civile solo dopo il perfezionamento dell'accordo di patteggiamento tra le parti.
Continua »
Omicidio stradale: no alla revoca della patente automatica
L'Automobilista, in seguito a un tragico incidente stradale che ha causato la morte di una giovane, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale. Il giudice di merito ha però disposto anche l'automatica revoca della patente. L'Automobilista ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di motivazione per tale sanzione accessoria. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ricordando che, dopo una storica pronuncia della Corte Costituzionale, la revoca della patente non è più automatica in caso di omicidio stradale, tranne nei casi di guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe. Negli altri casi, il giudice deve valutare se applicare la revoca o la sospensione, motivando accuratamente la scelta. La sentenza è stata annullata sul punto con rinvio al Tribunale.
Continua »