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art. 216 l. fall. — Sezione Terza Penale

Altri anni per art. 216 l. fall.

Sequestro preventivo: valido anche se il giudice è incompetente
Un amministratore di fatto, indagato per reati tributari e fallimentari, ha impugnato il provvedimento con cui il Tribunale di Milano ha confermato il sequestro preventivo di oltre 370mila euro, dichiarando contestualmente la propria incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Torre Annunziata. Il ricorrente sosteneva l'invalidità del sequestro eseguito dopo la dichiarazione di incompetenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in tema di misure cautelari reali, il giudice che si dichiara incompetente può disporre o confermare il sequestro preventivo senza dover dimostrare il requisito dell'urgenza, a differenza di quanto previsto per le misure personali. Il sequestro resta valido temporaneamente in attesa delle decisioni del giudice competente.
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Sequestro preventivo: valido anche se il giudice è incompetente
L'Amministratore di una società, indagato per reati tributari e fallimentari, ha impugnato il provvedimento con cui il Tribunale di Milano ha confermato il sequestro preventivo di oltre 370.000 euro, dichiarando contestualmente la propria incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Torre Annunziata. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che in tema di misure cautelari reali il giudice che si dichiara incompetente può legittimamente disporre il sequestro preventivo senza dover valutare il requisito dell'urgenza, a differenza di quanto avviene per le misure personali. Di conseguenza, il sequestro preventivo resta temporaneamente valido in attesa delle decisioni del giudice competente, e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Legittimo impedimento: quando è valido per rinviare?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere un rinvio per legittimo impedimento, l'imputato assente perché all'estero deve fornire una prova certa ed effettiva dell'impossibilità di rientrare, non bastando la sola attestazione di presenza in un altro Stato. La Corte ha invece accolto il ricorso sulla durata delle pene accessorie, affermando che devono essere motivate autonomamente e non possono essere automaticamente agganciate alla pena principale, procedendo a rideterminarle direttamente.
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