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art. 216 l. fall. — Sezione Quinta Civile

Altri anni per art. 216 l. fall.

Amministratore di fatto: vale la prova indiziaria
Un contribuente veniva accusato di essere l'amministratore di fatto di una società coinvolta in una frode IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32257/2024, ha annullato la decisione di secondo grado che lo aveva scagionato. Il principio chiave è che, per provare il ruolo di amministratore di fatto, anche una sola dichiarazione di un terzo può essere sufficiente, purché ritenuta grave e precisa dal giudice, senza la necessità a priori di ulteriori riscontri. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Rimborso IVA fallimento: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una curatela fallimentare, confermando il diniego di un rimborso IVA fallimento. La sentenza stabilisce che l'onere di provare l'esistenza del credito spetta interamente alla curatela, la quale non può limitarsi a invocare la dichiarazione. La condanna penale per bancarotta dell'imprenditore e la mancanza di documentazione contabile sono state considerate prove decisive contro la spettanza del credito. Inoltre, è stata ribadita l'impossibilità di compensare crediti IVA sorti prima del fallimento con debiti maturati dopo.
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