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Art. 2135 Codice Civile — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 2135 Codice Civile

Sicurezza sul lavoro in agricoltura: aree esterne e tutele
Il titolare di un'impresa agricola ha subito un processo penale per aver omesso barriere e segnaletica di sicurezza sul bordo di un'area esterna confinante con un dirupo boschivo, adibita a deposito mezzi. Il Tribunale lo ha assolto, sostenendo che i terreni agricoli sono esclusi dagli obblighi di prevenzione infortuni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Procura e ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha chiarito che la deroga alle norme di tutela vale solo per i campi e i boschi coltivati. Al contrario, le pertinenze esterne agli edifici destinate a magazzino, carico merci o sosta macchinari rientrano a pieno titolo tra i luoghi protetti. Il tema della sicurezza sul lavoro in agricoltura impone dunque presidi rigorosi in tutti gli spazi operativi adiacenti ai fabbricati aziendali.
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Lottizzazione abusiva: Cassazione annulla confisca
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di una Corte d'Appello che, pur dichiarando prescritto il reato di lottizzazione abusiva, aveva confermato la confisca dei terreni. Il caso riguarda la trasformazione di un'area agricola, frazionata tra eredi, in una zona residenziale attraverso la costruzione di vari immobili. La Cassazione ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello insufficiente, in quanto non ha risposto puntualmente alle specifiche censure degli imputati, limitandosi a un richiamo generico alla sentenza di primo grado. È stato ribadito che, per confermare la confisca dopo la prescrizione, il giudice deve accertare la sussistenza del reato con una motivazione approfondita e autonoma.
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Deposito temporaneo di rifiuti: quando è lecito?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30062/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per emissioni non autorizzate e gestione illecita di rifiuti. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la sussistenza delle condizioni per il deposito temporaneo di rifiuti spetta all'imputato. Inoltre, ha sottolineato che l'ignoranza della normativa ambientale non è una scusante per chi svolge un'attività professionale, essendo tenuto a un rigoroso dovere di informazione.
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Deposito temporaneo rifiuti: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20841/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore agricolo condannato per gestione illecita di rifiuti. La Corte ha ribadito che il "deposito temporaneo" è una deroga che richiede il rispetto rigoroso di tutte le condizioni di legge. Fondamentale il principio secondo cui l'onere di dimostrare tale rispetto grava su chi lo invoca, ovvero l'imputato. Non avendo fornito tale prova, la condanna è stata confermata.
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Serre fotovoltaiche: la truffa per incentivi pubblici
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19066/2025, ha confermato la condanna per truffa aggravata e reati fiscali legati a un impianto di serre fotovoltaiche. I giudici hanno ritenuto che l'attività agricola fosse del tutto fittizia e creata al solo scopo di ottenere illecitamente ingenti incentivi pubblici, attraverso un complesso schema societario e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. I ricorsi degli imputati sono stati dichiarati inammissibili per manifesta infondatezza.
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Deposito incontrollato di rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna del legale rappresentante di un'azienda florovivaistica per il reato di deposito incontrollato di rifiuti. La sentenza chiarisce la sua 'posizione di garanzia', l'onere della prova per il 'deposito temporaneo' e i limiti per l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, respingendo tutti i motivi di ricorso.
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Deposito incontrollato di rifiuti: la Cassazione decide
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per deposito incontrollato di rifiuti. Confermato che la responsabilità del legale rappresentante sussiste anche per omessa vigilanza sui dipendenti e che le prove raccolte, anche con ingresso non autorizzato, sono valide. Rigettata l'applicazione della particolare tenuità del fatto per la gravità della condotta.
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Deposito temporaneo rifiuti: quando è reato? Cassazione
Un imprenditore agricolo è stato condannato per gestione illecita di rifiuti, avendo accumulato sul terreno della sua azienda una notevole quantità di materiali, inclusi rifiuti pericolosi come l'amianto. L'imprenditore ha sostenuto si trattasse di un 'deposito temporaneo rifiuti' in attesa di smaltimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. La Corte ha stabilito che non erano state rispettate le rigide condizioni normative per il deposito temporaneo, come il raggruppamento per categorie omogenee. Inoltre, ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'ingente quantità e la pericolosità dei rifiuti abbandonati.
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