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Art. 2106 Codice Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 2106 Codice Civile

Licenziamento per giusta causa: legittimo per furto di know-how
Un dirigente responsabile degli acquisti impugna il licenziamento per giusta causa intimatogli dall'azienda. Il provvedimento disciplinare scaturisce da due gravi addebiti: il mancato monitoraggio della produzione con ritardi non comunicati e la sottrazione di documenti aziendali riservati (know-how) rinvenuti nella sua auto, unita a dichiarazioni false rese alle forze dell'ordine. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del lavoratore, confermando la legittimità del recesso. I giudici chiariscono che il principio di non contestazione non opera se le allegazioni iniziali sono generiche e che l'asportazione di dati aziendali riservati, a prescindere dal loro effettivo utilizzo, lede irrimediabilmente il vincolo fiduciario, rendendo legittimo il licenziamento per giusta causa.
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Ammanco in cassa: legittimo il licenziamento per giusta causa
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa di un cassiere di banca ritenuto responsabile di un ammanco di dodicimila euro. Il dipendente era l'unico ad avere le chiavi e la combinazione della cassaforte nel giorno della sparizione del denaro. Il giorno precedente, lo stesso lavoratore aveva firmato la regolarità dei conti. La difesa ha sostenuto l'assenza di prove dirette del furto e la mancanza di precedenti disciplinari. I giudici hanno stabilito che gli indizi precisi e concordanti, come l'accesso esclusivo alla cassa, bastano a dimostrare la colpa del dipendente. La gravità del fatto rompe il legame di fiducia con la banca, rendendo legittima la massima sanzione espulsiva senza preavviso.
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