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Art. 210 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 210 Codice di Procedura Civile

Impugnazione delibera condominiale: termini e vizi
Un condomino si opponeva a un decreto ingiuntivo per spese di ammodernamento dell'ascensore, sostenendo la nullità della delibera. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che i vizi lamentati (es. errata ripartizione delle spese) rendono la delibera annullabile, non nulla. L'impugnazione delibera condominiale per annullabilità deve avvenire tramite un'azione legale specifica entro termini perentori, non con una semplice opposizione al pagamento. In assenza di tale impugnazione, la delibera resta valida ed efficace.
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Prezzo IVA esclusa: la Cassazione chiarisce l’obbligo
Una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare tra due società. La questione centrale riguarda il pagamento dell'IVA non menzionata nel contratto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che, in assenza di un patto esplicito e inequivocabile, il prezzo si intende al netto dell'imposta (prezzo IVA esclusa). Di conseguenza, l'acquirente è tenuto a corrispondere l'IVA oltre al prezzo pattuito. La mancata corresponsione dell'IVA può costituire un inadempimento contrattuale, richiedendo una nuova valutazione del comportamento delle parti.
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Prova del credito: la registrazione IVA vale come prova
Una società è stata condannata a pagare una fornitura nonostante contestasse l'esistenza del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la registrazione delle fatture nel registro IVA e la ricezione della merce costituiscono una sufficiente prova del credito. L'ordinanza chiarisce anche che il fallimento dichiarato all'estero di una delle parti non interrompe automaticamente il processo in Italia e che l'ordine del giudice di esibire documenti contabili non è sindacabile in sede di legittimità.
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Onere della prova agenzia: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione analizza il contratto di agenzia, focalizzandosi sull'onere della prova. Il caso riguarda un agente che chiedeva provvigioni e indennità, scontrandosi con il rifiuto del preponente di esibire la documentazione contabile. La Corte ha stabilito che tale rifiuto, specialmente se ingiustificato, non può gravare sull'agente ma deve essere valutato dal giudice come argomento di prova a sfavore del preponente. La sentenza chiarisce anche i criteri per le provvigioni indirette e il calcolo dell'indennità di fine rapporto alla luce del diritto europeo.
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