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Art. 21, d.lgs. 546/92

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Giurisdizione Giudice Tributario: la Cassazione decide
Una contribuente impugnava due intimazioni di pagamento per numerose cartelle esattoriali, eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8126/2025, ha annullato la decisione di secondo grado, stabilendo un importante principio sulla giurisdizione del giudice tributario. La Corte ha chiarito che tale giurisdizione non si estende ai crediti per sanzioni stradali e contributi previdenziali, che rientrano nella competenza del giudice ordinario. Inoltre, ha censurato la sentenza d'appello per non aver correttamente valutato gli atti interruttivi della prescrizione prodotti dall'Agenzia della Riscossione. Il caso è stato rinviato alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è valida?
Un contribuente contesta delle cartelle esattoriali per un vizio di notifica, essendo state recapitate presso la vecchia residenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo valida la notifica per irreperibilità assoluta. Secondo i giudici, se le verifiche anagrafiche non rivelano un cambio di residenza, la procedura è corretta e l'onere di comunicare il trasferimento grava sul cittadino. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per i tributi contestati.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'impugnazione di un contribuente contro un avviso di pagamento per contributi consortili. La decisione si fonda sulla violazione dei principi procedurali che regolano il ricorso per cassazione: l'atto presentato mancava dei requisiti di chiarezza, autosufficienza e specificità dei motivi, rendendo impossibile per la Corte esaminare nel merito le censure mosse alla sentenza di secondo grado.
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Notifica cartella di pagamento: le regole della Cassazione
Un contribuente contesta una intimazione di pagamento, eccependo l'irregolare notifica della cartella di pagamento e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo la prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi e precisando le formalità necessarie per la notifica a un familiare convivente, rinviando il caso a nuovo esame.
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