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Art. 21 Costituzione — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 21 Costituzione

Terrorismo e canali web: quando il post diventa associazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per un uomo accusato del reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale. L'imputato sosteneva che la propria adesione ideologica non si fosse mai trasformata in atti materiali e che la partecipazione a canali telematici riservati costituisse una semplice curiosità personale. I giudici hanno respinto la tesi difensiva. Per la Suprema Corte, la gestione e la frequenza di gruppi digitali segreti, l'accesso a canali d'informazione d'agenzie estremiste tramite chiavi d'accesso private e la diffusione attiva di propaganda violenta configurano una concreta partecipazione al sodalizio criminale. Nelle organizzazioni a struttura reticolare e polverizzata, il proselitismo digitale e la disponibilità operativa integrano pienamente la fattispecie associativa, superando la soglia della mera e insindacabile libertà di pensiero.
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Diffamazione aggravata: guida legale ai post social
La sentenza analizza il caso di un utente condannato per diffamazione aggravata a seguito di commenti offensivi pubblicati su un noto social network. La Corte ha stabilito che la diffusione di contenuti denigratori tramite piattaforme digitali integra l'aggravante del mezzo di pubblicità, poiché potenzialmente idonea a raggiungere un numero indeterminato di persone. La decisione ribadisce che il diritto di critica non può mai trasmodare in attacchi personali gratuiti e lesivi dell'onore altrui.
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