La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro agricolo, condannato per l'impiego di stranieri irregolari. L'imprenditore sosteneva la mancanza di dolo e l'assenza di attività lavorativa al momento del controllo. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è rivalutare le prove, ma verificare la logicità della motivazione delle sentenze precedenti. Poiché i giudici di merito avevano coerentemente ritenuto non credibili le testimonianze a discarico, basandosi su prove oggettive come le fotografie, la condanna è stata confermata.
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