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Art. 2042 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 2042 Codice Civile

Debito fuori bilancio: chi paga il professionista?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista contro un Comune per il mancato pagamento di prestazioni professionali. Il caso verteva su un 'debito fuori bilancio', ovvero un'obbligazione contratta dall'ente senza la necessaria copertura finanziaria. La Corte ha stabilito che l'azione per ingiustificato arricchimento contro l'ente pubblico è inammissibile, in quanto il professionista ha un'azione diretta nei confronti del funzionario o amministratore che ha autorizzato la spesa. L'ente può, discrezionalmente, riconoscere il debito a posteriori, ma non è obbligato a farlo.
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Contratto pubblico senza forma scritta: no al pagamento
Un professionista ha richiesto il pagamento per incarichi svolti per un Comune, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che un contratto pubblico senza forma scritta è nullo. Anche la richiesta di indennizzo per arricchimento senza causa è stata negata, poiché la legge prevede un'azione diretta contro il funzionario che ha autorizzato la prestazione senza la necessaria copertura finanziaria, rendendo inammissibile l'azione sussidiaria contro l'ente.
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Azione di arricchimento: quando la P.A. deve pagare
Un architetto, dopo aver eseguito incarichi per un Comune senza essere pagato, ha intentato un'azione di arricchimento. La Cassazione ha chiarito che, per ottenere l'indennizzo, non è necessario un riconoscimento formale dell'utilità dell'opera da parte dell'Ente pubblico, spettando al giudice valutarla. La Corte ha anche sanzionato la violazione del giudicato parziale, poiché la Corte d'Appello aveva rigettato anche domande non oggetto di impugnazione.
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Arricchimento senza causa: la motivazione è d’obbligo
Un ente pubblico, arricchitosi grazie alla prestazione di un professionista eseguita in base a un contratto nullo, è stato citato in giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del professionista a un indennizzo, ma ha annullato la sentenza di merito per carenza di motivazione nella quantificazione della somma. L'azione di arricchimento senza causa richiede che il giudice spieghi in modo chiaro e logico i criteri usati per la liquidazione equitativa del compenso.
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Responsabilità solidale ente delegato: la Cassazione
Una cooperativa di costruzioni, delegata da un comune per la realizzazione di un'opera, è stata ritenuta corresponsabile per i danni derivanti da un'occupazione illegittima di un terreno privato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della cooperativa, confermando il principio della responsabilità solidale dell'ente delegato. Secondo la Corte, il delegato ha il dovere di verificare la legittimità della procedura e non può essere esonerato dalla responsabilità solo perché gli atti amministrativi erano validi al momento dell'esecuzione dei lavori, se poi annullati.
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