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Art. 202 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 202 Codice di Procedura Civile

Espromissione: il terzo recupera le somme senza accordo
Un avvocato versa direttamente alla controparte le spese legali a cui era stata condannata la propria assistita. Successivamente, il professionista richiede il rimborso della somma alla cliente tramite decreto ingiuntivo. Il tribunale di merito respinge la domanda del legale ritenendo non dimostrato un preventivo accordo interno tra le parti. La Corte di Cassazione accoglie invece il ricorso del difensore. I giudici supremi chiariscono che l'espromissione si perfeziona esclusivamente tra il terzo e il creditore. La spontaneità dell'intervento rende del tutto irrilevante l'esistenza di un'intesa interna con il debitore originario, garantendo comunque all'espromittente il pieno diritto di regresso per recuperare quanto anticipato.
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Responsabilità amministratore bancario: doveri e oneri
Un ex amministratore di una banca impugna una sanzione della autorità di vigilanza per carenze nei controlli interni. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando la piena responsabilità dell'amministratore bancario, anche se non esecutivo, e il suo dovere di informarsi attivamente sulla gestione, escludendo l'applicazione di normative sanzionatorie successive più favorevoli.
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Servitù di passaggio: opponibilità e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un condominio che aveva ostruito un viale. Viene ribadito che una servitù di passaggio, se correttamente trascritta, è opponibile a tutti i successivi acquirenti, inclusi i condomini. La Corte chiarisce inoltre che l'amministratore non ha il potere di avviare azioni di usucapione per estendere la proprietà comune e che l'istituto della 'usucapio libertatis' non è riconosciuto dall'ordinamento italiano, potendo la servitù estinguersi solo per non uso ventennale.
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Sanzioni Banca d’Italia: il rito processuale
Un ex-manager di un istituto di credito ha impugnato una sanzione di 135.000 euro irrogata dalla Banca d'Italia per violazioni in materia di rischi finanziari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, fornendo importanti chiarimenti. Ha stabilito che ai giudizi di opposizione riproposti dopo una declaratoria di incompetenza si applicano le nuove norme processuali. Ha inoltre confermato che le responsabilità e i doveri di vigilanza si estendono oltre gli amministratori, includendo figure apicali come i membri del comitato direttivo. Infine, ha escluso l'applicazione del principio del 'favor rei' per le sanzioni Banca d'Italia di natura amministrativa.
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Sanzioni bancarie: irretroattività e giusto processo
Un consigliere di amministrazione di un primario istituto di credito ha impugnato una sanzione pecuniaria inflitta dall'Autorità di Vigilanza Bancaria per violazioni in materia di politiche di remunerazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sanzioni bancarie e chiarendo importanti principi. In particolare, ha stabilito che la "riproposizione" del giudizio non ne determina l'inizio ex novo, impedendo l'applicazione di nuove norme procedurali. Ha inoltre escluso l'applicazione del principio della legge più favorevole (favor rei) a illeciti amministrativi commessi prima dell'entrata in vigore della nuova normativa.
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Risarcimento danni appalto: limiti e onere prova
In un caso di subappalto con fornitura difettosa, la Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto ma ha annullato la condanna al risarcimento dei danni. La Corte ha stabilito che il giudice non può liquidare un danno superiore a quanto richiesto (vizio di ultra petita) e che il cessionario di un credito non risponde degli inadempimenti contrattuali del cedente. La sentenza chiarisce i principi fondamentali sul risarcimento danni appalto, nesso di causalità e onere della prova.
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