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Art. 2 Codice Penale — Sezione Terza Penale

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Altri anni per Art. 2 Codice Penale

Tassazione NFT: redditi da criptovalute e arte digitale
Un artista digitale, accusato di evasione fiscale per non aver dichiarato i proventi dalla vendita di NFT pagati in criptovaluta, ha visto il suo ricorso respinto dalla Corte di Cassazione. La sentenza stabilisce che la vendita di NFT costituisce sfruttamento economico di opere dell'ingegno e che i pagamenti in criptovalute sono considerati redditi in natura, soggetti a tassazione NFT. L'ignoranza della norma fiscale non è stata ritenuta una valida scusante.
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Contrabbando tabacchi: la nuova depenalizzazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per contrabbando di tabacchi lavorati esteri. A seguito della riforma del 2024 (D.Lgs. 141/2024), la detenzione per la vendita di quantità inferiori a 15 kg non è più reato ma illecito amministrativo. La sentenza chiarisce l'impatto della nuova normativa, che porta alla depenalizzazione del contrabbando di tabacchi di lieve entità, con l'annullamento delle sentenze di condanna precedenti e la trasmissione degli atti all'autorità amministrativa per l'applicazione della sanzione pecuniaria.
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Confisca per equivalente e reati su accise: limiti
Un imprenditore, condannato per evasione di accise su carburanti, ha impugnato la sentenza che disponeva la confisca per equivalente dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la normativa che consente la confisca per equivalente in materia di accise non può essere applicata retroattivamente a fatti commessi prima della sua entrata in vigore nel 2019. La Corte ha chiarito che, per i fatti antecedenti, è ammissibile solo la confisca diretta del profitto del reato, inteso come risparmio di spesa, ai sensi dell'art. 240 del codice penale.
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Reddito di cittadinanza: dichiarazione falsa è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per una persona che aveva omesso di dichiarare la condanna definitiva del coniuge per ottenere il reddito di cittadinanza. La sentenza chiarisce che il reato sussiste anche se il richiedente avrebbe avuto diritto a un beneficio di importo inferiore, e che la recente abrogazione della misura non cancella i reati commessi in passato, configurandosi come una successione di leggi e non come abolitio criminis.
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Citazione diretta: quando si applica il tempus regit actum
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato fiscale. Il ricorrente lamentava un vizio procedurale legato all'uso della citazione diretta invece dell'udienza preliminare. La Corte ha respinto il motivo, applicando il principio "tempus regit actum". Ha chiarito che, per la scelta del rito processuale, rileva la legge in vigore al momento dell'esercizio dell'azione penale da parte del pubblico ministero, non quella vigente al momento della commissione del reato né le leggi successive. Al momento dell'azione, la pena massima per il reato rientrava nel limite previsto per la citazione diretta, rendendo la procedura corretta.
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Disturbo quiete pubblica: annullata condanna per querela
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per il reato di disturbo quiete pubblica a carico del gestore di un bar. La decisione si fonda sulla modifica normativa introdotta dal D.Lgs. 150/2022 (Riforma Cartabia), che ha reso il reato procedibile a querela di parte. Poiché la legge più favorevole si applica retroattivamente e nel caso di specie mancava la querela, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità dell'azione penale.
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