LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1965 Codice Civile — Anno 2022

Pagina 3 di 4

Altri anni per Art. 1965 Codice Civile

Transazione fiscale nel concordato: la capogruppo non è immune
L'Agenzia delle Entrate ha contestato maggiori imposte a una società controllata e alla sua controllante consolidante. Durante il contenzioso, la controllata ha stipulato un accordo di ristrutturazione con transazione fiscale nel concordato preventivo. I giudici d'appello hanno dichiarato estinto il processo per entrambe le società, ritenendo cancellato l'intero debito tributario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. I giudici supremi hanno stabilito che l'effetto estintivo della transazione fiscale nel concordato si applica solo alla società che propone la procedura concorsuale. La società capogruppo consolidante resta pertanto pienamente coobbligata per le imposte del gruppo verso l'Erario.
Continua »
Differenze retributive negate nonostante il lavoro subordinato
Un dipendente cita la propria azienda per ottenere il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro subordinato decennale, l'inquadramento superiore, il risarcimento per demansionamento e il pagamento di differenze retributive per oltre centotrentanovemila euro. La Corte di Appello accerta la natura subordinata del rapporto e ordina la regolarizzazione dei contributi non prescritti. Tuttavia, i giudici respingono le richieste economiche: il lavoratore non ha formulato una domanda specifica per il livello riconosciuto e non ha impugnato un precedente accordo transattivo stipulato con l'azienda. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso del dipendente inammissibile. Il lavoratore perde il giudizio poiché non ha contestato in modo specifico la validità della transazione tombale, confermando il rigetto di qualsiasi compenso aggiuntivo.
Continua »
Transazione e contributi previdenziali: accordo nullo per l’ente
Un'azienda sospendeva illegittimamente i propri dipendenti dal lavoro. In seguito alla sentenza del Pretore, le parti raggiungevano un accordo transattivo per chiudere la vertenza. L'ente previdenziale emetteva comunque una cartella esattoriale per recuperare i versamenti omessi durante la sospensione. L'azienda proponeva opposizione sostenendo che l'accordo privato cancellasse i precedenti debiti verso l'ente pubblico. I giudici hanno respinto la tesi aziendale. La Corte di Cassazione ha confermato che il binomio transazione e contributi previdenziali non consente sconti all'ente pubblico: gli accordi tra datore e dipendenti non cancellano l'obbligo di pagare la contribuzione maturata durante il rapporto attivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione e fine della lite
Una società impugna i lodi arbitrali relativi a contratti di associazione in partecipazione e, dopo la conferma della decisione in secondo grado, approda davanti alla Suprema Corte. Durante il giudizio di legittimità, le parti raggiungono un accordo transattivo che risolve ogni divergenza. La società formalizza dunque la rinuncia al ricorso per cassazione, prontamente accettata dalle controparti. I giudici prendono atto dell'intesa ed estinguono il procedimento. Questa chiusura concordata comporta la mancata regolazione delle spese di lite tra le parti e risparmia al ricorrente la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Ripartizione spese lastrico solare tra accordo e legge
Una condomina ha impugnato la delibera assembleare contestando il criterio legale applicato per la ripartizione spese lastrico solare. La donna sosteneva l'esistenza di un pregresso accordo transattivo che avrebbe posto tutti gli oneri futuri di manutenzione a carico esclusivo del precedente proprietario dell'area. I giudici di merito hanno respinto l'impugnazione rilevando che l'assemblea aveva soltanto conferito un mandato per trattare e che la successiva scrittura privata era stata firmata dall'ex proprietario quando aveva già venduto l'immobile. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente il rigetto del ricorso. In assenza di una valida convenzione sottoscritta e approvata da tutti i partecipanti, le spese per la terrazza a uso esclusivo devono seguire la suddivisione per millesimi prevista dalla legge.
Continua »
Cessazione della materia del contendere e accordo di lavoro
Una dipendente sanitaria agisce in giudizio contro l'Azienda Sanitaria per ottenere un inquadramento contrattuale superiore e le differenze retributive. La Corte d'Appello accoglie le richieste della lavoratrice, ma l'ente pubblico impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti firmano un accordo transattivo davanti alla Commissione di conciliazione dell'Ispettorato del Lavoro. Con questa intesa, la lavoratrice rinuncia alle domande giudiziali e l'Azienda regola i rapporti economici. I giudici supremi accertano il venir meno dell'interesse ad agire ed emettono la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione totale delle spese di lite.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: lite sanitaria chiusa
Una lavoratrice ha avviato una causa contro un'Azienda Sanitaria per ottenere il riconoscimento del livello contrattuale superiore e le relative differenze retributive. Dopo l'iniziale rigetto in primo grado e il successivo accoglimento delle domande in corte d'appello, l'ente sanitario ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo formale per risolvere bonariamente la lite. La Suprema Corte ha preso atto della transazione e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Questa pronuncia elimina gli effetti della precedente sentenza favorevole alla dipendente in forza del patto raggiunto, disponendo la compensazione totale delle spese di lite e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: lite sanitaria chiusa
Una lavoratrice della sanità pubblica ha avviato una causa contro l'Azienda Sanitaria per ottenere l'inquadramento contrattuale superiore e le relative differenze retributive. Dopo alterne vicende giudiziarie, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione su ricorso dell'ente pubblico. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole depositando una formale memoria di conciliazione. La Suprema Corte ha preso atto della transazione e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Questa pronuncia sancisce il venir meno dell'efficacia della precedente sentenza di merito e dispone la compensazione delle spese legali, chiudendo definitivamente il contenzioso tra lavoratrice e amministrazione.
Continua »
Transazione su pretesa temeraria: quando l’accordo resta valido
Una società in liquidazione ha impugnato un accordo transattivo firmato con l'INPS nel 2008, chiedendone l'annullamento per transazione su pretesa temeraria ai sensi dell'articolo 1971 del codice civile. L'ente previdenziale aveva richiesto oltre quattro milioni di euro per contributi non versati, iscrivendo un'ipoteca sui beni della società. La ricorrente sosteneva che la pretesa dell'INPS fosse totalmente infondata e avanzata in mala fede, poiché non considerava i versamenti già effettuati da una cooperativa interposta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per annullare l'accordo servono sia la totale infondatezza oggettiva della pretesa sia la mala fede soggettiva del creditore. Nel caso specifico, esisteva una reale incertezza sui debiti (res dubia) e l'INPS aveva agito senza dolo, rendendo valido l'accordo.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: l’accordo supera la lite
Due creditori di un consorzio agrario in liquidazione coatta amministrativa hanno contestato l'inerzia dell'autorità di vigilanza di fronte alle gravi irregolarità del commissario liquidatore. Dopo alterne vicende davanti ai giudici amministrativi, il consorzio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere bonariamente la controversia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le precedenti sentenze perdono efficacia e le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti, ponendo fine alla vicenda giudiziaria.
Continua »
Riconoscimento di debito smentito dai pagamenti: la decisione
Il Fornitore ha chiesto il pagamento di forniture di stampa alla Società Editrice. Quest'ultima ha eccepito l'esistenza di una transazione. La Corte d'Appello ha condannato la Società Editrice basandosi su un successivo riconoscimento di debito per fatture precedenti. La Cassazione ha accolto il ricorso della Società Editrice. I giudici di secondo grado hanno infatti sbagliato a valorizzare il riconoscimento di debito in modo isolato, ignorando i risultati della consulenza tecnica d'ufficio. L'esperto contabile aveva infatti accertato che, considerando l'intero rapporto commerciale e i pagamenti eseguiti nel tempo, i debiti pregressi erano già stati interamente saldati. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Rinuncia al ricorso: l’accordo che cancella la lite sui crediti
Una società di agenzia e il suo garante si opponevano al decreto ingiuntivo ottenuto da una compagnia di assicurazioni per crediti derivanti dalla fine del rapporto di agenzia. Dopo la conferma della condanna in appello, i ricorrenti proponevano ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, i ricorrenti hanno depositato la formale rinuncia al ricorso, accettata dalla compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza alcuna condanna alle spese processuali.
Continua »
Accordo transattivo: cancella anche i debiti non menzionati
Un datore di lavoro concede in comodato un appartamento a un dipendente, con l'accordo che quest'ultimo paghi le spese condominiali. Successivamente sorgono controversie di lavoro e sul rilascio dell'immobile. Le parti firmano un accordo transattivo per chiudere ogni pendenza. In seguito, il proprietario richiede il pagamento delle spese condominiali arretrate. La Corte d'Appello respinge la richiesta, ritenendo che l'accordo transattivo coprisse ogni lite, anche se non menzionava esplicitamente le spese. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del proprietario: l'interpretazione dei contratti spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se non per violazione delle regole di interpretazione, qui non dimostrate. Vince il lavoratore.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: l’accordo chiude la lite
Una società di vigilanza si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da una ditta fornitrice per il pagamento di oltre 280 mila euro relativi all'installazione di antifurti. Dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli alla creditrice, la vicenda giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, sopravveniva il fallimento della debitrice e le parti firmavano un accordo transattivo per chiudere tutte le pendenze. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che l'accordo amichevole estingue l'interesse a proseguire la causa. I giudici hanno inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura anticipata per transazione non equivale a un rigetto del ricorso.
Continua »
Prescrizione del diritto all’indennizzo: la svolta
Un ex funzionario pubblico, assolto con formula piena in un processo penale legato al suo servizio, ha chiesto il rimborso delle spese legali. Il Comune aveva stipulato una polizza assicurativa a tutela dei dipendenti, ma la compagnia assicuratrice ha rifiutato il pagamento eccependo la prescrizione del diritto all'indennizzo. I giudici di merito hanno respinto la domanda del lavoratore. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del funzionario. I giudici supremi hanno rilevato che la Corte d'appello ha omesso di valutare se le lettere inviate dall'assicuratore costituissero una rinuncia alla prescrizione o un riconoscimento del debito. Inoltre, la motivazione dei giudici di secondo grado sulla mancanza di un accordo transattivo è risultata del tutto incomprensibile. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: transazione incompleta e spese
Il Promissario Acquirente ha agito in giudizio per ottenere l'adempimento di un contratto preliminare di compravendita immobiliare stipulato con la Promittente Venditrice. I giudici di merito hanno dichiarato nullo il contratto per violazione del divieto del patto commissorio. Davanti alla Corte di Cassazione, il ricorrente ha chiesto la cessazione della materia del contendere, allegando un accordo di transazione. Tuttavia, la Corte ha rilevato che l'accordo subordinava l'abbandono della causa all'effettivo pagamento di una somma e che l'istanza era firmata solo dal difensore. Per questo motivo, i giudici hanno qualificato la richiesta come rinuncia agli atti del giudizio, dichiarando l'estinzione del processo e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali, non essendoci stata l'adesione della controparte.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: l’accordo spegne la lite
Gli Eredi di un cittadino defunto hanno proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello, mentre i Controricorrenti si sono opposti. Prima della decisione, le parti hanno depositato un'istanza congiunta dichiarando di aver raggiunto un accordo transattivo per definire amichevolmente la controversia. Di conseguenza, hanno chiesto la compensazione delle spese legali. La Suprema Corte ha preso atto dell'intesa e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese del giudizio di legittimità. La lite si è così conclusa senza vincitori né vinti.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: l’accordo batte la causa
Un'imprenditrice agricola ha impugnato il rifiuto di un consorzio di tutela di prorogare i termini per l'assegnazione di quote di produzione lattiera. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il consorzio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimit, le parti hanno stipulato un accordo transattivo per definire amichevolmente la controversia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilit del ricorso per cessazione della materia del contendere. Questa decisione fa perdere efficacia alle precedenti sentenze di merito e stabilisce la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, chiudendo definitivamente la lite.
Continua »
Cessata materia del contendere senza accordo e condanna alle spese
La Società Ricorrente ha chiesto l'archiviazione del ricorso per cassazione, sostenendo che un accordo transattivo avesse determinato la cessata materia del contendere. La Società Resistente ha negato l'esistenza di tale accordo, chiedendo il rigetto del ricorso. La Corte di Cassazione ha interpretato la dichiarazione della ricorrente come una sopravvenuta mancanza di interesse, dichiarando il ricorso inammissibile. Poiché la controparte non ha accettato la dichiarazione di accordo, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio. Tuttavia, l'inammissibilità sopravvenuta ha escluso il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Accordo conciliativo ferma la lite sulle mansioni superiori
Un lavoratore ha ottenuto nei primi gradi di giudizio il riconoscimento del diritto all'inquadramento come operatore di esercizio, con mansioni compatibili con la sua salute, e la condanna dell'Azienda al pagamento delle differenze retributive. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno firmato un accordo conciliativo per risolvere la controversia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda per sopravvenuta carenza di interesse ad agire, proprio in conseguenza della firma di tale accordo conciliativo. Non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato poiché l'inammissibilità è sopravvenuta alla presentazione del ricorso.
Continua »