LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1957 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 3 di 13

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Fideiussione bancaria: la firma del garante resiste alla banca
I garanti di una società si sono opposti a un decreto ingiuntivo bancario contestando l'applicazione di interessi usurari, anatocismo e la nullità della loro **fideiussione bancaria** redatta su schema ABI. La Corte d'Appello ha parzialmente ridotto il debito. I garanti hanno proposto ricorso in Cassazione lamentando il difetto di legittimazione della banca nata da fusione e insistendo sulla nullità della garanzia e sulla rinuncia all'eredità di una delle garanti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la banca incorporante ha piena legittimazione processuale e che la nullità parziale delle clausole ABI non annulla l'intera garanzia se non si prova che il garante non avrebbe firmato senza di esse. Infine, ha confermato l'irrevocabilità dell'accettazione dell'eredità.
Continua »
Fideiussione omnibus: la diffida scritta batte la decadenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società garante, confermando la validità del recupero crediti avviato nei suoi confronti. La controversia riguardava una fideiussione omnibus e la presunta decadenza della banca dal diritto di escussione per mancata azione giudiziale entro sei mesi. I giudici hanno chiarito che, anche in caso di nullità parziale delle clausole ABI, una formale richiesta stragiudiziale di pagamento inviata al debitore e al garante è sufficiente a impedire la decadenza ex art. 1957 c.c., senza necessità di una causa in tribunale. Inoltre, la Corte ha stabilito che lo special servicer incaricato del solo recupero crediti non deve essere iscritto all'albo degli intermediari finanziari, obbligo che grava solo sul master servicer.
Continua »
Opposizione a decreto ingiuntivo: firma falsa e debito cancellato
Un garante propone opposizione a decreto ingiuntivo contestando la validità della fideiussione omnibus e il debito principale. Il Tribunale revoca il decreto per mancanza di prova del credito, decisione confermata in appello. La società creditrice ricorre in Cassazione, lamentando il mancato esperimento della mediazione obbligatoria e la mancata verificazione della scrittura privata dopo il disconoscimento della firma sul piano di rientro. La Suprema Corte rigetta il ricorso: la fideiussione è un contratto atipico escluso dalla mediazione obbligatoria e il mero saldo di conto corrente non prova il credito nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Il creditore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Fideiussione omnibus: firma nel 2014 e sanzione del 2005 inutile
I garanti di una società si sono opposti a un decreto ingiuntivo richiesto da una banca, sostenendo la nullità della loro fideiussione omnibus. Secondo i garanti, la clausola che estendeva i termini di decadenza della banca violava le norme sulla concorrenza, richiamando un vecchio provvedimento della Banca d'Italia del 2005. La Corte d'Appello ha rigettato l'opposizione e la Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il provvedimento del 2005 non prova automaticamente l'illecito per contratti firmati molti anni dopo (nel 2014). Inoltre, i garanti non possono sollevare per la prima volta in Cassazione la natura abusiva delle clausole, poiché hanno avuto la possibilità di difendersi pienamente nei precedenti gradi di giudizio. I garanti hanno perso la causa e devono pagare le spese legali.
Continua »
Fideiussione omnibus: la nullità non salva il garante in ritardo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei garanti di una società fallita, confermando la loro condanna al pagamento del debito bancario. I garanti avevano rilasciato una fideiussione omnibus a favore di una banca, poi ceduta a una società finanziaria. Davanti ai giudici, i garanti hanno eccepito la decadenza della banca dal diritto di riscuotere il credito, sostenendo che la clausola di deroga fosse nulla perché conforme allo schema ABI anticoncorrenziale. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene la nullità della fideiussione omnibus sia rilevabile d'ufficio dal giudice, la parte ha comunque l'obbligo di allegare tempestivamente nel processo i fatti storici a supporto di tale nullità. Poiché i garanti hanno introdotto questi fatti in ritardo, oltre i termini di legge, il loro ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la vittoria della società creditrice.
Continua »
Concessione abusiva del credito: il garante si salva dal debito
Una banca ha richiesto il pagamento di oltre un milione di euro a un fideiussore per i debiti di una società poi fallita. Il fideiussore si è difeso contestando la concessione abusiva del credito da parte dell'istituto finanziario, che avrebbe continuato a finanziare la società nonostante la crisi evidente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fideiussore, stabilendo che quest'ultimo può difendersi dimostrando che la banca ha agito con colpa. La condotta negligente della banca, infatti, riduce o annulla il debito del garante. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
Continua »
Fideiussione omnibus: la richiesta scritta salva il creditore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da due garanti contro la decisione d'appello che li aveva condannati al pagamento di un debito bancario. I garanti eccepivano la decadenza del creditore dalla garanzia per non aver agito tempestivamente in giudizio contro il debitore principale fallito. La controversia ruotava attorno a una fideiussione omnibus contenente la clausola di "pagamento a semplice richiesta scritta". La Cassazione ha stabilito che le contestazioni sull'interpretazione del contratto e sulla natura consumeristica della garanzia erano inammissibili. La prima perché si limitava a contrapporre una diversa lettura del testo senza dimostrare violazioni dei criteri interpretativi; la seconda perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Di conseguenza, i garanti perdono la causa e devono pagare le spese processuali.
Continua »
Decadenza della fideiussione: vince il creditore contro i garanti
Una società finanziaria, cessionaria del credito di una banca, ha impugnato la sentenza che dichiarava la decadenza della fideiussione prestata da due garanti. I giudici di merito avevano ritenuto tempestiva l'eccezione dei garanti, facendo decorrere il termine semestrale per agire dalla semplice presentazione della domanda di concordato preventivo del debitore principale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di decadenza della fideiussione non può decorrere da un fatto non ancora iscritto nel registro delle imprese, in quanto privo di pubblicità dichiarativa e quindi non conoscibile dal creditore. Inoltre, la Corte ha chiarito che i giudici devono indagare la reale volontà delle parti per verificare se una successiva dichiarazione costituisca una lecita rinnovazione del contratto e non una vietata convalida di un atto nullo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
Continua »
Fideiussore consumatore: la Cassazione ferma la banca in ritardo
Due garanti si oppongono a un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca per il pagamento di un debito societario. Il Tribunale rigetta l'opposizione qualificando le garanzie come contratti autonomi. La Corte d'Appello riforma parzialmente la decisione solo per le fideiussioni omnibus, ma omette di pronunciarsi sulla decadenza del termine per agire (stabilito in 36 mesi) e sulla nullità delle clausole abusive sollevata da uno dei garanti. Quest'ultimo, essendo socio di minoranza senza cariche amministrative, rivendica la qualifica di fideiussore consumatore. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei garanti, stabilendo che il giudice d'appello avrebbe dovuto esaminare la decadenza del credito e valutare la nullità di protezione a tutela del consumatore. La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: banca bloccata dal ritardo
Una società appaltatrice impugna la decisione che la obbligava a rimborsare il garante, il quale aveva pagato una banca a seguito dell'inadempimento di un appalto di servizi informatici. La Corte d'Appello aveva ritenuto inammissibile il ricorso, escludendo l'applicazione del termine di decadenza semestrale previsto dalla legge sul presupposto che si trattasse di un contratto autonomo di garanzia. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società appaltatrice. I giudici chiariscono che la qualificazione come contratto autonomo di garanzia non esclude automaticamente l'applicazione del termine di decadenza per l'azione del creditore, a meno che le parti non lo abbiano espressamente escluso nel contratto. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: consumatore tutelato contro l’azienda
Un padre presta garanzia per il figlio pilota in un contratto di pilotaggio con una società sportiva. A seguito dell'inadempimento del pilota, la società richiede il pagamento del residuo al garante tramite decreto ingiuntivo. Il garante si oppone eccependo la nullità della garanzia per mancanza del limite massimo e la vessatorietà della clausola a prima richiesta ai sensi del Codice del Consumo. La Cassazione stabilisce che il contratto autonomo di garanzia è soggetto alla tutela del consumatore se il garante agisce per scopi personali. La qualità di consumatore va valutata sul garante e non sul debitore principale. La Corte accoglie parzialmente il ricorso, rinviando alla Corte d'Appello per verificare se la clausola sia stata oggetto di effettiva trattativa individuale.
Continua »
Fideiussione: la qualifica di consumatore spetta al garante
Tre garanti di una società ricevevano cartelle di pagamento da un istituto bancario pubblico, subentrato nel credito. I garanti si opponevano eccependo la decadenza del creditore. La Corte d'appello accoglieva l'opposizione ritenendo i garanti consumatori. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che per ottenere la tutela del Codice del Consumo spetta al fideiussore dimostrare la propria qualifica di consumatore. Chi firma una garanzia per una società in cui ha quote o ruoli amministrativi non può essere considerato tale, poiché agisce per un interesse professionale e non personale. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Azione revocatoria trust: Debitori e Creditori perdono in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi principali presentati da due debitori e il ricorso incidentale di una società creditrice in una causa di azione revocatoria trust. I debitori avevano contestato l'inefficacia di un trust istituito per segregare beni, ritenuto pregiudizievole per il creditore. La Cassazione ha respinto i ricorsi dei debitori perché sollevavano questioni nuove non trattate nei gradi precedenti. Ha dichiarato inammissibile anche il ricorso della società creditrice per tardività. La decisione di inefficacia del trust, stabilita in appello, è rimasta quindi valida. La società creditrice è stata condannata a pagare le spese legali alla società trustee.
Continua »
Fideiussione ABI nulla? Donazione revocata per un errore processuale
Due garanti di un contratto di leasing donano un immobile alle figlie. La società creditrice agisce in revocatoria per rendere inefficace la donazione. I garanti si difendono sostenendo la **nullità parziale fideiussione ABI**, in quanto il loro contratto conteneva clausole anticoncorrenziali. La Corte di Cassazione, tuttavia, dichiara il loro ricorso inammissibile. La decisione non entra nel merito della nullità, ma si basa su un vizio formale: i garanti non hanno specificato in modo chiaro e puntuale la loro richiesta di nullità parziale negli atti di appello. Di conseguenza, la revocatoria della donazione è confermata e i garanti perdono la causa.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: Garanti condannati a pagare
Due privati cittadini garantiscono per una società edile verso un Comune. La società fallisce e l'Assicurazione, che aveva emesso le polizze, paga il Comune. L'Assicurazione chiede poi il rimborso ai garanti, i quali si oppongono sostenendo che la garanzia (fideiussione) fosse scaduta. La Corte di Cassazione ha dato torto ai garanti, qualificando l'accordo come un contratto autonomo di garanzia. Questa tipologia di contratto, a differenza della fideiussione, non permette al garante di usare le difese del debitore principale, inclusa la scadenza dei termini per agire legalmente. Di conseguenza, i garanti sono stati condannati a rimborsare l'Assicurazione.
Continua »
Fideiussione e Fusione: Garante Paga per la Nuova Società
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di fideiussione omnibus e fusione societaria. Un fideiussore aveva garantito i debiti di una società, la quale è stata poi assorbita da un'altra tramite fusione. Il garante sosteneva che la sua obbligazione non dovesse estendersi ai debiti della nuova entità, più grande e diversa. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: la fusione per incorporazione comporta una successione universale. La società che risulta dalla fusione prosegue in tutti i rapporti giuridici, inclusi i debiti e le garanzie. Di conseguenza, la fideiussione omnibus rimane valida ed efficace anche nei confronti della società incorporante. Il fideiussore è stato condannato a pagare.
Continua »
Fideiussione: Clausola nulla non basta, serve l’eccezione di decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di fideiussione. Due garanti si erano opposti a un pagamento, sostenendo che una clausola del loro contratto fosse nulla. La Corte ha chiarito che la semplice nullità della clausola non è sufficiente a liberare il garante. È indispensabile che il garante sollevi formalmente e tempestivamente una specifica 'eccezione di decadenza del fideiussore'. In pratica, non basta che la regola sia stata violata; il garante deve denunciarlo attivamente nel modo corretto. Non avendolo fatto, i garanti sono stati condannati a pagare, perdendo la causa nonostante la clausola abusiva.
Continua »
Nullità Fideiussione ABI: Contratto identico non basta, la prova spetta al garante
Una garante si opponeva al pagamento di un debito, sostenendo la nullità della fideiussione ABI perché basata su un'intesa anticoncorrenziale sanzionata nel 2005. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: non è sufficiente dimostrare che le clausole del contratto, stipulato anni dopo, siano identiche a quelle dello schema vietato. Chi invoca la nullità ha l'onere della prova, ovvero deve dimostrare che l'accordo illecito tra le banche fosse ancora in atto al momento della firma della garanzia. In assenza di tale prova, la fideiussione resta valida e il garante è tenuto a pagare.
Continua »
Fideiussione Assicurativa: Garanzia e non Assicurazione, Debitore Perde
La Corte di Cassazione chiarisce la natura della fideiussione assicurativa. Un'azienda e il suo garante si opponevano alla richiesta di rimborso di una compagnia assicuratrice, la quale aveva pagato un loro debito. Essi sostenevano che il diritto della compagnia fosse estinto per prescrizione breve, tipica dei contratti di assicurazione. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: la fideiussione assicurativa, pur essendo stipulata con un'assicurazione, ha la funzione di garanzia tipica della fideiussione. Di conseguenza, si applicano le regole della fideiussione, inclusa la prescrizione ordinaria (più lunga), e non quelle del contratto assicurativo. L'azienda e il garante sono stati quindi condannati a rimborsare la compagnia.
Continua »
Nullità Fideiussione Omnibus ABI: Principio valido, ricorso perso
La Corte di Cassazione affronta il tema della nullità fideiussione omnibus ABI. Due garanti avevano firmato un contratto conforme a uno schema bancario standard, poi giudicato un'intesa anticoncorrenziale. I garanti chiedevano di annullare l'intero contratto. La Corte, pur confermando il principio della nullità parziale (solo le clausole illecite sono nulle, non l'intera garanzia), ha dichiarato il ricorso inammissibile. I garanti, infatti, non avevano sollevato la questione e allegato i fatti necessari nei precedenti gradi di giudizio. Questo errore procedurale ha impedito alla Cassazione di esaminare il merito della loro richiesta, portando alla loro sconfitta.
Continua »