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Art. 193 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 193 Codice di Procedura Penale

Amministratrice condannata: l’omesso versamento ritenute previdenziali non perdona
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Amministratrice di Società, condannata per l'omesso versamento ritenute previdenziali e assistenziali dei dipendenti. L'Amministratrice contestava la notifica della diffida INPS e la valutazione dei modelli DM10 come prova del pagamento delle retribuzioni. La Suprema Corte ha ribadito che la notifica si perfeziona anche con firma illeggibile o compiuta giacenza, e che i modelli DM10 sono prova sufficiente del pagamento degli stipendi e della consapevolezza dell'obbligo. Ha inoltre confermato l'esclusione della prescrizione e l'improponibilità della richiesta di continuazione in Cassazione. L'Amministratrice ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Querela di falso: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame relativa a una misura cautelare per traffico di stupefacenti. Il punto centrale della decisione riguarda l'erronea applicazione dell'istituto della querela di falso nel processo penale. Il Tribunale aveva infatti ritenuto che i verbali di arresto e perquisizione facessero fede fino a querela di falso, limitando la difesa dell'indagato. La Suprema Corte ha chiarito che nel rito penale non si applicano le regole civilistiche sulla fede privilegiata degli atti pubblici, prevalendo invece il principio della libera valutazione della prova e l'obbligo di motivazione critica su ogni elemento indiziario, incluse le chiavi di un deposito non sequestrate.
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Omessa dichiarazione: prova e presunzioni bancarie
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omessa dichiarazione a carico di un'amministratrice di società. La sentenza chiarisce che i bonifici e prelievi ingiustificati dai conti societari a quelli personali non costituiscono mere presunzioni tributarie, ma prove dirette della disponibilità di redditi non dichiarati. La Corte ha ritenuto che, a fronte di tali elementi documentali, la difesa non avesse fornito giustificazioni credibili, confermando così la colpevolezza per il reato di omessa dichiarazione.
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Deposito incontrollato di rifiuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna del legale rappresentante di un'azienda florovivaistica per il reato di deposito incontrollato di rifiuti. La sentenza chiarisce la sua 'posizione di garanzia', l'onere della prova per il 'deposito temporaneo' e i limiti per l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, respingendo tutti i motivi di ricorso.
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