Una donna viaggia in auto con il marito, il quale nasconde un chilogrammo di cocaina in un doppio fondo all'insaputa di lei. Le forze dell'ordine arrestano entrambi i coniugi. In seguito, il tribunale assolve la donna in via definitiva, accertando la sua totale inconsapevolezza e l'inganno ordito dal coniuge. Nonostante l'assoluzione, i giudici territoriali negano l'indennizzo: secondo loro, viaggiare in coppia ha agevolato l'elusione dei controlli, integrando una colpa grave. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della donna. Il giudice dell'indennizzo non può contraddire i fatti accertati nella sentenza assolutoria definitiva né presumere una colpevolezza già smentita. La Suprema Corte annulla il provvedimento impugnato con rinvio per un nuovo esame della domanda di riparazione per ingiusta detenzione.
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