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Art. 192 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 192 Codice Penale

Abuso Edilizio: Ordine di demolizione nullo se l’erede non ha il bene
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di ordine di demolizione all'erede di una persona condannata per abusi edilizi. L'autore del reato aveva agito come amministratore di una società, vera proprietaria dell'immobile. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: l'ordine di demolizione all'erede è legittimo solo se l'erede stesso ha acquisito la proprietà o un altro diritto che gli conferisca il controllo materiale e giuridico del bene. La sola qualità di erede del condannato non è sufficiente a trasferire l'obbligo di demolire un bene che non rientra nel suo patrimonio. Di conseguenza, la precedente decisione è stata annullata con rinvio al Tribunale per le necessarie verifiche sulla titolarità dell'immobile.
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Reati tributari: occultamento documenti contabili
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reati tributari legati all'occultamento di documenti contabili, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. La sentenza chiarisce che l'inammissibilità del ricorso impedisce il rilievo della prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. Inoltre, viene ribadito che il delitto di distruzione o occultamento di scritture contabili sussiste anche quando la ricostruzione del reddito è possibile tramite controlli incrociati presso terzi, configurando una impossibilità relativa di ricostruzione contabile.
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Fatture soggettivamente inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di un amministratore di fatto e di diversi amministratori di diritto, confermando la condanna per un complesso schema fraudolento basato sull'uso di fatture soggettivamente inesistenti. Il sistema, che vedeva un consorzio utilizzare cooperative "schermo" per evadere l'IVA, ha portato alla conferma della responsabilità penale sia per l'ideatore della frode sia per i prestanome, ritenuti consapevoli del disegno criminoso.
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Intercettazioni in altro procedimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato sottoposto agli arresti domiciliari per associazione per delinquere. La sentenza chiarisce i presupposti per l'utilizzo di intercettazioni in altro procedimento, affermando che è sufficiente che il reato per cui sono state originariamente disposte rientri nelle soglie di legge, anche se attribuito solo ai capi dell'organizzazione e non a tutti i partecipi. La Corte ha inoltre ribadito i limiti del proprio sindacato sui gravi indizi di colpevolezza e sulle esigenze cautelari in materia di misure restrittive.
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