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Art. 19 Codice Penale — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 19 Codice Penale

Nullità marchio figurativo: Cassazione annulla su pattern ‘Vichy’
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **nullità marchio figurativo**. L'Azienda Ricorrente contestava la dichiarazione di nullità parziale del suo marchio internazionale, che includeva un pattern a quadretti. Il Tribunale aveva accolto la richiesta di nullità parziale avanzata dalle Aziende Controricorrenti, mentre la Corte d'Appello aveva respinto i ricorsi di entrambe le parti, confermando la decisione di primo grado. La Cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Azienda Ricorrente. Ha stabilito che la Corte d'Appello non aveva valutato correttamente se il pattern, combinato con altri elementi distintivi, potesse avere una propria capacità distintiva. La sentenza d'appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Conflitto marchio e DOP: la Cassazione si appella all’UE
La Corte di Cassazione esamina un complesso caso di conflitto marchio e DOP. Una nota azienda vinicola, titolare di un marchio storico e rinomato, ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità di una Denominazione di Origine Protetta (DOP) successiva, che utilizza lo stesso nome. L'azienda sostiene che la DOP sia decettiva per i consumatori. I tribunali di merito hanno respinto la domanda, applicando una normativa europea preesistente. La Cassazione, rilevando un complesso intreccio di normative europee succedutesi nel tempo, ha sospeso il giudizio e ha posto due questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per chiarire quale disciplina sia applicabile.
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Registrazione marchio mala fede: il consenso la esclude
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste una registrazione di marchio in mala fede se avviene con il consenso, anche presunto, del titolare del segno preusato, specialmente in un contesto di società collegate. Il caso riguardava una società che aveva registrato un marchio di fatto utilizzato da un'altra società dello stesso gruppo, poi fallita. La Corte ha ritenuto legittima la registrazione, finalizzata a conservare il valore di beni dati in pegno, escludendo l'intento anticoncorrenziale o distrattivo ai danni della massa fallimentare.
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