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Art. 184 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 184 Codice di Procedura Civile

Risarcimento Danni da Abuso d’Ufficio: Quando il Reato non Basta
Un ristoratore ha denunciato un ex assessore comunale per abuso d'ufficio, ritenendo che la negazione di un'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico fosse dovuta a un conflitto di interessi. Dopo una condanna penale in primo grado e la successiva prescrizione del reato in appello, la Cassazione ha annullato la decisione sugli effetti civili, richiedendo una migliore motivazione sull'elemento soggettivo (dolo). In sede di rinvio, la Corte d'Appello ha escluso il dolo e rigettato la domanda di risarcimento danni da abuso d'ufficio. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la richiesta di risarcimento era strettamente legata alla condotta penale e non poteva estendersi a un diverso comportamento non criminoso.
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Tardiva allegazione prove bancarie: correntisti perdono contro la Banca
Due correntisti hanno contestato il saldo debitore del loro conto corrente con una Banca, sostenendo di aver effettuato versamenti tramite assegni non contabilizzati. I primi due gradi di giudizio hanno respinto la loro richiesta, ritenendo la domanda di contabilizzazione tardiva e non provata. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso dei correntisti. La Suprema Corte ha ribadito che la tardiva allegazione prove bancarie, ovvero la presentazione delle allegazioni sui versamenti oltre i termini processuali stabiliti, ha reso inammissibile la richiesta. Inoltre, la prova effettiva dei versamenti non era stata fornita in modo adeguato.
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Revocatoria del fondo patrimoniale: beni blindati ma pignorabili
Un fideiussore e il proprio coniuge costituiscono un vincolo su beni immobili per proteggerli dalle richieste creditorie. La banca creditrice avvia un'azione legale per ottenere la revocatoria del fondo patrimoniale, evidenziando la riduzione della garanzia del credito derivante da finanziamenti non restituiti. Il garante contesta la pretesa, sostenendo di essere un mero socio di minoranza e negando il pregiudizio arrecato. La Corte di Cassazione respinge integralmente il ricorso dei coniugi debitori. I giudici confermano che il vincolo patrimoniale è inefficace nei confronti dell'istituto finanziario, accertando sia la lesione economica della garanzia sia la piena consapevolezza del danno da parte del garante. La società di recupero crediti subentrata vince la causa e può aggredire i beni.
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