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Art. 1823 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 1823 Codice Civile

Rimborso accise energia elettrica: il Fisco perde in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ha negato a una società energetica il rimborso di oltre 124.000 euro per crediti d'imposta derivanti da conguagli sulle accise dell'energia elettrica, eccependo la scadenza del termine biennale di decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, confermando il diritto al rimborso. I giudici hanno chiarito che, in tema di rimborso accise energia elettrica, il termine di decadenza biennale non decorre dai singoli versamenti in acconto, ma solo dalla presentazione dell'ultima dichiarazione annuale di consumo che segna la chiusura del rapporto tributario. Fino a quel momento, infatti, i crediti vengono detratti ex lege dai versamenti successivi e non sono configurabili come indebito pagamento.
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Credito d’imposta revolving: il Fisco perde sul rimborso
Un'azienda fornitrice di energia elettrica ha accumulato un credito d'imposta per accise versate in eccesso negli anni dal 2008 al 2010. L'Amministrazione finanziaria ha negato il rimborso del credito residuo, sostenendo che l'istanza fosse tardiva rispetto al termine biennale di decadenza calcolato dai singoli versamenti. La Corte di Cassazione ha invece dato ragione alla società, stabilendo che in caso di credito d'imposta revolving, utilizzato continuamente in detrazione dei debiti successivi, il termine di decadenza di due anni non decorre dai singoli pagamenti originari. Il termine inizia a decorrere solo dalla presentazione dell'ultima dichiarazione annuale di consumo, momento in cui il rapporto tributario si chiude e il credito finale emerge definitivamente come indebito non più compensabile.
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Rimborso accise: quando scatta la decadenza?
Una società energetica, a seguito di un credito d'imposta per versamenti di accise in eccesso, si è vista negare il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria per presunta decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che, nel sistema di versamento rateale delle accise, il termine biennale per chiedere il rimborso non decorre da ogni singolo versamento, ma dalla presentazione della dichiarazione annuale che accerta il credito finale. Fino a quel momento, il credito può essere legittimamente compensato.
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Beneficial Owner: quando spetta l’esenzione fiscale
Una holding contesta il diniego al rimborso di una ritenuta fiscale sugli interessi ricevuti da una sua partecipata italiana. Le corti di merito avevano negato il rimborso, dubitando che la società fosse il reale 'beneficial owner' dei fondi. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, criticando la motivazione assente e la mancata analisi del concetto di 'beneficial owner' e delle prove fornite, come un certificato dell'autorità fiscale estera. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà seguire i principi di diritto stabiliti dalla Suprema Corte.
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Credito revolving accise: la Cassazione chiarisce
Una società ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta derivante da versamenti di accise eccedenti il dovuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di rapporto continuativo, il credito ha natura di 'credito revolving'. Di conseguenza, il termine di decadenza biennale per la richiesta di rimborso non decorre da ogni singolo versamento, ma dalla data di presentazione dell'ultima dichiarazione annuale che certifica un'eccedenza non più compensabile, proteggendo così il diritto del contribuente.
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Rimborso accise: la Cassazione chiarisce la decadenza
Una società energetica ha richiesto il rimborso accise versate in eccesso. L'Amministrazione Finanziaria ha eccepito la decadenza biennale, sostenendo che il termine decorresse da ogni periodo d'imposta. La Cassazione ha chiarito che, nel sistema del credito "revolving", il termine per il rimborso accise decorre dalla presentazione dell'ultima dichiarazione annuale, momento in cui il credito si cristallizza e non può più essere compensato.
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