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Art. 1815 Codice Civile

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Anatocismo bancario: la pattuizione deve essere chiara
La Corte d'Appello, riformando parzialmente una sentenza di primo grado, ha stabilito l'illegittimità della pratica di anatocismo bancario applicata da un istituto di credito per mancanza di una specifica e chiara pattuizione successiva alla delibera CICR del 2000. Il caso riguardava la richiesta di due clienti di rideterminare il saldo di un conto corrente, contestando l'applicazione di interessi composti. La Corte ha accolto il motivo relativo all'anatocismo, ordinando il ricalcolo del saldo senza capitalizzazione trimestrale e riducendo il debito dei clienti.
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Penale eccessiva: la riduzione del giudice d’appello
In una controversia su un contratto preliminare immobiliare, la Corte d'Appello ha affrontato il tema della clausola penale. A seguito dell'inadempimento del promittente venditore, il tribunale di primo grado aveva ordinato la restituzione della caparra e il pagamento di una penale di 100.000 euro. La Corte d'Appello, pur confermando l'inadempimento, ha ritenuto la penale eccessiva. Valutando il comportamento del creditore, che aveva atteso due anni prima di agire, ha ridotto l'importo della penale a 50.000 euro, applicando il potere di riduzione equitativa previsto dalla legge.
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Assistenza finanziaria: nullità acquisto azioni proprie
Il Tribunale di Torino si è pronunciato su un complesso caso di assistenza finanziaria. Alcuni investitori hanno citato in giudizio una banca per presunti illeciti in operazioni finanziarie. La corte ha dichiarato la nullità di un'operazione di acquisto di azioni della banca stessa, finanziata da un affidamento concesso dalla medesima, riducendo il debito degli attori. Tuttavia, ha rigettato gran parte delle altre domande, condannando gli investitori al pagamento del debito residuo e di ingenti spese legali, confermando la loro classificazione come clienti professionali.
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Deposito cauzionale e mutuo: quando si ha erogazione?
La Corte d'Appello di Roma ha confermato che un mutuo si considera erogato anche quando la somma viene immediatamente vincolata in un deposito cauzionale a garanzia. Decisiva è l'acquisizione della disponibilità giuridica dei fondi da parte del mutuatario, che sceglie di utilizzarli per costituire tale garanzia. La sentenza ha respinto l'appello dei mutuatari, i quali sostenevano la mancata erogazione e l'usurarietà del contratto, chiarendo che la costituzione del deposito cauzionale è un atto dispositivo della somma già entrata nel patrimonio del debitore.
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Transazione novativa: quando chiude ogni lite?
Una società ha citato in giudizio una banca per presunte irregolarità nei rapporti bancari. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, confermando che un precedente accordo transattivo generale (una transazione novativa) era valido e precludeva qualsiasi ulteriore azione legale. La Corte ha stabilito che l'accordo, volto a chiudere tutte le controversie presenti e future, non era nullo, poiché le presunte nullità delle singole clausole contrattuali non rendevano l'intero contratto illecito.
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Usura bancaria: costi assicurativi e annullamento
Un consumatore ha citato in giudizio una società finanziaria, sostenendo che il suo prestito fosse usurario perché il premio assicurativo non era stato incluso nel calcolo del costo totale. Il Tribunale di Napoli, seguendo la giurisprudenza della Cassazione, ha stabilito che, essendo l'assicurazione obbligatoria per ottenere il credito, il suo costo deve essere conteggiato ai fini della verifica dell'usura bancaria. Il contratto è stato dichiarato nullo e il finanziatore condannato a restituire tutti gli interessi e parte dei costi pagati.
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Ammortamento alla francese: valido anche senza dettagli
Una cliente contestava la validità del suo mutuo con ammortamento alla francese, sostenendo una mancanza di trasparenza sul regime di capitalizzazione composta e la presenza di anatocismo. La Corte di Appello di Genova, in linea con una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, ha respinto l'appello. Ha stabilito che il contratto è valido perché gli elementi essenziali (capitale, durata, tasso) erano specificati, e che l'ammortamento alla francese non implica anatocismo vietato. La maggiore onerosità è una conseguenza della scelta concordata di rate costanti, non di un costo occulto.
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