LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1813 Codice Civile — Anno 2023

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 1813 Codice Civile

Onere della prova: chi deve dimostrare il prestito?
Una professionista ha richiesto la restituzione di 10.000 euro tramite decreto ingiuntivo, sostenendo l'esistenza di un contratto di mutuo. Il beneficiario della somma ha opposto il decreto affermando che il versamento fosse una donazione per scopi umanitari. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova spetta a chi richiede la restituzione: non è sufficiente dimostrare la consegna del denaro, ma è necessario provare il titolo che ne giustifica l'obbligo di rimborso. In assenza di prove certe sul mutuo, la domanda di restituzione deve essere rigettata.
Continua »
Finanziamento soci: quando scatta la tassa registro
La Corte di Cassazione ha stabilito che il finanziamento soci deliberato in assemblea è soggetto a imposta di registro proporzionale se enunciato nel verbale. Il caso riguardava una società che aveva ricevuto versamenti dai soci, formalizzati in verbali assembleari ma non registrati. L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di liquidazione applicando l'aliquota del 3%. La Suprema Corte ha confermato che la menzione del finanziamento soci nel verbale integra il presupposto dell'enunciazione ex art. 22 TUR, poiché l'atto produce effetti patrimoniali e coinvolge le medesime parti presenti all'adunanza.
Continua »
Principio di non contestazione e prova del credito
Una società finanziaria ha agito in giudizio contro una professionista per ottenere il rimborso di un finanziamento residuo. Mentre i giudici di merito avevano rigettato la domanda per mancanza di prova dell'effettiva erogazione della somma (traditio), la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice d'appello ha ignorato il principio di non contestazione: se la debitrice non nega specificamente l'esistenza del debito o l'ammontare, tali fatti devono considerarsi provati, rendendo superflua l'analisi di ulteriori prove documentali o testimoniali sulla consegna del denaro.
Continua »
Contratto definitivo e prevalenza sul preliminare
La controversia riguarda la determinazione del prezzo di vendita di un immobile e la restituzione di somme erogate a titolo di mutuo tra ex conviventi. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di nuovi documenti prodotti solo in appello, poiché già disponibili in precedenza. È stato inoltre ribadito che il contratto definitivo prevale sul preliminare e che la prova del mutuo era solidamente basata su riscontri documentali e testimoniali, rigettando la tesi dell'obbligazione naturale.
Continua »
Contratto di mutuo: come provare la restituzione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una richiesta di restituzione di somme tra fratelli, originariamente qualificate come erogazioni derivanti da un contratto di mutuo. Il ricorrente contestava la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato l'obbligo di restituzione basandosi sulla mancata indicazione di una causa alternativa da parte del ricevente e su tentativi di conciliazione stragiudiziale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo che chi agisce per la restituzione deve provare non solo la consegna del denaro, ma anche l'esistenza del titolo giuridico (il mutuo) che impone l'obbligo di restituzione, senza che l'onere della prova possa essere invertito dalla difesa del convenuto.
Continua »
Contratto di mutuo e giocate al lotto a debito
La Corte di Cassazione ha confermato che l'anticipazione di somme da parte di un ricevitore per consentire giocate a credito configura un contratto di mutuo. I debitori sostenevano che la fattispecie fosse una vendita al minuto, soggetta a prescrizione breve, ma i giudici hanno chiarito che il ricevitore agisce come terzo finanziatore rispetto al rapporto tra Stato e scommettitore. La prova del credito può essere fornita tramite testimonianze, data la libertà di forma del contratto di mutuo verbale.
Continua »
Mutuo bancario: validità e limiti di finanziabilità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione confermando la validità del mutuo bancario come titolo esecutivo. La decisione chiarisce che il mutuo a stato avanzamento lavori si perfeziona con la disponibilità giuridica delle somme, anche se erogate successivamente alla firma. Inoltre, il superamento del limite di finanziabilità dell'80% non determina la nullità del contratto, essendo una norma di vigilanza prudenziale. Infine, la commissione di estinzione anticipata non deve essere sommata agli interessi per la verifica del tasso soglia antiusura.
Continua »
Finanziamenti soci bancarotta: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46391/2023, chiarisce la linea di demarcazione tra bancarotta preferenziale e fraudolenta in relazione ai finanziamenti soci. Il caso analizza un complesso intreccio di operazioni finanziarie tra società di un gruppo, culminato nella restituzione di ingenti somme ai soci amministratori prima del fallimento. La Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per alcuni imputati, sottolineando come i giudici di merito non abbiano adeguatamente indagato la reale natura dei versamenti (mutuo o apporto di capitale). Questa distinzione è fondamentale: la restituzione di un finanziamento soci in bancarotta integra la bancarotta preferenziale, mentre la restituzione di un apporto di capitale, che fa parte del patrimonio netto, costituisce una distrazione e quindi una bancarotta fraudolenta. La decisione impone una scrupolosa analisi della volontà delle parti e delle scritture contabili per qualificare correttamente la condotta.
Continua »
Patto commissorio: quando il trasferimento di azioni è valido
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29586/2023, ha chiarito le condizioni per determinare la nullità di un trasferimento di partecipazioni societarie per violazione del divieto di patto commissorio. La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che sosteneva la nullità del trasferimento di sue quote a favore del creditore, stabilendo che per configurare un patto commissorio vietato non è sufficiente il trasferimento a scopo di garanzia, ma è necessaria la prova di ulteriori elementi, come la sproporzione tra il valore del bene e l'importo del debito, e un nesso funzionale tra il trasferimento e l'inadempimento. Inoltre, la Corte ha confermato che la prescrizione per la ripetizione degli interessi usurari decorre da ogni singolo pagamento.
Continua »
Improcedibilità della domanda in caso di fallimento
Una finanziatrice aveva concesso un prestito a una società in concordato preventivo. Dopo la dichiarazione di fallimento della società, la finanziatrice ha proseguito l'azione legale in sede ordinaria per la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità della domanda, stabilendo che qualsiasi pretesa creditoria nei confronti di un'impresa fallita deve essere accertata esclusivamente nell'ambito della procedura fallimentare, dinanzi al giudice delegato, e non tramite un giudizio ordinario.
Continua »