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Art. 1810 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1810 Codice Civile

Esclusione del socio dalla snc tra abusi e poteri prorogati
La Suprema Corte ha confermato la legittimità del provvedimento di esclusione del socio dalla snc a seguito di reiterate e gravi violazioni degli obblighi sociali. La controversia è scaturita dalla condotta di un socio che occupava abusivamente un immobile societario e lo concedeva in uso a terzi senza versare i canoni dovuti, esibendo una scrittura di locazione ritenuta inattendibile poiché indicava importi in euro prima dell'entrata in vigore della moneta. Il socio contestava inoltre la validità della costituzione in giudizio della società, sostenendo la decadenza dell'amministratore per scadenza del mandato. I giudici hanno chiarito che il principio della prorogatio imperii opera anche nelle società di persone per garantire la continuità gestionale. La Corte ha respinto il ricorso del socio e lo ha condannato alle spese legali.
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Danno da occupazione sine titulo: immobile occupato ma niente risarcimento
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento ai proprietari di un immobile per il danno da occupazione sine titulo da parte di una curatela fallimentare. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: il proprietario non ha diritto a un indennizzo automatico solo perché il suo bene è occupato. Deve, invece, provare attivamente la concreta possibilità di profitto che ha perso a causa dell'occupazione, come ad esempio la perdita di specifiche opportunità di locazione. In assenza di tale prova, la richiesta di risarcimento viene respinta. La Corte ha quindi dato torto ai proprietari, che sono stati anche condannati a pagare le spese legali.
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Diritto di accessione: il contratto può escluderlo?
Una società costruisce un impianto industriale su un terreno di proprietà di un'altra società, concesso in comodato. Al fallimento della società costruttrice, sorge una disputa sulla proprietà dell'impianto. La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto di accessione, per cui la costruzione appartiene al proprietario del suolo, non è assoluto e può essere derogato da un accordo contrattuale. La Corte annulla la decisione precedente, che non aveva analizzato il contratto di comodato, e rinvia il caso al Tribunale per una nuova valutazione basata sull'interpretazione dell'accordo tra le parti.
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Comodato familiare: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17095/2025, ha stabilito che l'assegnazione della casa coniugale al genitore collocatario dei figli è opponibile al terzo proprietario che aveva concesso l'immobile in comodato familiare. La Corte ha chiarito che tale comodato, finalizzato a soddisfare le esigenze abitative del nucleo familiare, non cessa con la separazione e può essere risolto dal proprietario solo in caso di un bisogno urgente e imprevisto, che deve essere provato.
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