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Art. 18 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 18 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo animali: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio e amministratore contro il sequestro preventivo animali disposto per la sua azienda agricola. La decisione conferma la misura cautelare basata su prove di grave e prolungata incuria, malnutrizione e pessime condizioni igieniche degli animali, ritenendo infondate le eccezioni procedurali e le giustificazioni legate a calamità naturali.
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Sottrazione fraudolenta: prescrizione e annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per sottrazione fraudolenta a carico di tre imprenditori. Il reato, relativo a complesse operazioni societarie e immobiliari volte a eludere il pagamento di imposte per oltre 5 milioni di euro, è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione. La Corte ha inoltre revocato la confisca disposta nei gradi precedenti e ha evidenziato carenze motivazionali nella sentenza d'appello riguardo l'effettiva idoneità fraudolenta delle operazioni contestate.
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Competenza territoriale reati tributari: la Cassazione
Un imprenditore, indagato per l'utilizzo di fatture false, ricorre in Cassazione contro un sequestro preventivo, lamentando la pendenza di due procedimenti per gli stessi fatti in due tribunali diversi. Sostiene l'incompetenza di uno dei due e la violazione del principio del 'ne bis in idem'. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che in questi casi non si configura un divieto di secondo processo, ma una questione di competenza territoriale per reati tributari che deve essere risolta tramite un conflitto di competenza tra i giudici. La Corte sottolinea inoltre che le eccezioni procedurali, come quella sull'incompetenza, devono essere formalmente sollevate negli atti scritti.
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Ricorso inammissibile: motivi di appello infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati, condannati per associazione per delinquere e reati fiscali. I motivi, incentrati sulla presunta illegittimità di un atto compiuto da un giudice ricusato e sull'intervenuta prescrizione, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La sentenza chiarisce i limiti dell'attività del giudice in pendenza di ricusazione e i criteri per determinare la cessazione della permanenza nel reato associativo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Ricorso inammissibile: certificato medico generico
Un imprenditore, condannato per l'omissione di un ingente versamento IVA, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo ricorso è stato giudicato inammissibile poiché i motivi addotti erano manifestamente infondati, tra cui la presentazione di un certificato medico troppo generico per giustificare la sua assenza. La Corte ha chiarito che un ricorso inammissibile blocca la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato, anche se questa matura dopo la sentenza d'appello.
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