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Art. 18 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 18 Codice di Procedura Penale

Atto abnorme: no alla regressione del processo per tutti
Il Tribunale dichiarava la nullità del decreto di citazione a giudizio per quattro coimputati, ordinando la restituzione degli atti al Pubblico Ministero. La decisione derivava dal fatto che solo uno degli imputati non era stato sottoposto all'interrogatorio richiesto dopo l'avviso di conclusione delle indagini. Il Pubblico Ministero ricorreva in Cassazione, lamentando l'indebita regressione del processo per gli altri tre imputati privi di vizi procedurali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che estendere la regressione del processo a soggetti non interessati dalla nullità costituisce un atto abnorme. Tale provvedimento viola infatti il principio costituzionale della ragionevole durata del processo e l'obbligo di separazione delle posizioni. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza per i tre coimputati, ordinando la prosecuzione del loro giudizio.
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Ricusazione del giudice: presunto pregiudizio, ricorso tardivo
La Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di ricusazione del giudice presentata da alcuni imputati. Essi sostenevano che la decisione dei giudici di dichiarare la prescrizione per alcuni reati, invece di assolverli, dimostrasse un pregiudizio sulla loro colpevolezza per le accuse restanti. La Suprema Corte ha respinto il ricorso per due motivi principali: la tardività della richiesta, presentata oltre i termini di legge, e la manifesta infondatezza delle motivazioni. La scelta tra prescrizione e assoluzione non evidente rientra nelle normali dinamiche processuali e non costituisce, di per sé, una causa di ricusazione del giudice.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
Due imputati per bancarotta fraudolenta ricorrono in Cassazione dopo aver concordato la pena in appello. Contestano la separazione del loro procedimento da quello dei coimputati, temendo di non poter beneficiare dell'effetto estensivo di un'eventuale sentenza favorevole a questi ultimi. La Suprema Corte dichiara il ricorso 599-bis inammissibile, chiarendo che tale impugnazione è possibile solo per vizi del consenso o difformità della pena. La scelta del rito alternativo è autonoma e le sue conseguenze, come la rinuncia all'effetto estensivo, sono una diretta conseguenza di tale scelta.
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Messa alla prova parziale: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva dichiarato l'estinzione di un reato per esito positivo della messa alla prova, omettendo di pronunciarsi su un altro grave reato (associazione per delinquere) originariamente contestato. La Procura aveva tentato di ritirare l'accusa più grave in udienza, ma la Corte ha ribadito il principio di irretrattabilità dell'azione penale. Di conseguenza, il giudice avrebbe dovuto decidere su tutte le imputazioni. La sentenza è stata annullata parzialmente, rinviando gli atti al primo giudice per la sola trattazione del reato associativo, ma salvando l'esito positivo della messa alla prova per l'altro reato, a tutela dell'affidamento dell'imputata.
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Sospensione del processo: quando è inammissibile il ricorso
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto di un'istanza di sospensione del processo per bancarotta, avanzata dopo la revoca della sentenza di fallimento. Secondo la Corte, l'ordinanza non è autonomamente impugnabile, salvo casi di abnormità non riscontrati nel caso specifico.
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