La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione per un cittadino straniero accusato di reingresso illegale nel territorio italiano. L'uomo, già destinatario di un decreto di respingimento con divieto di rientro per tre anni, è stato intercettato a bordo di un peschereccio tunisino entro le acque territoriali. La difesa ha contestato la mancata riunione del processo con un altro procedimento connesso e l'assenza di dolo, sostenendo che l'imputato ignorasse la rotta verso l'Italia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la riunione dei processi è discrezionale e che la presenza in mare territoriale senza attrezzatura da pesca prova la volontà di violare il divieto.
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