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Art. 170 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 170 Codice di Procedura Penale

Notifica atto giudiziario penale: irreperibilità non salva il ricorso
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza d'appello, contestando la validità della **notifica atto giudiziario penale** del decreto di citazione a giudizio. Sosteneva che la procedura di notifica non fosse stata perfezionata, dato che il tentativo di consegna postale al domicilio dichiarato era fallito per irreperibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che, in caso di irreperibilità del destinatario al domicilio dichiarato, la notifica si considera impossibile e deve essere eseguita al difensore. Gli altri motivi, riguardanti la responsabilità e la qualificazione giuridica, erano anch'essi inammissibili perché chiedevano una nuova valutazione delle prove. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Notifica al difensore valida se il domicilio indicato fallisce
L'Imputato ha contestato la regolarità del processo penale a suo carico, lamentando vizi nella ricezione degli atti giudiziari. L'ufficiale giudiziario ha eseguito la notifica al difensore di fiducia dopo che il servizio postale ha accertato l'impossibilità di recapitare l'atto presso il domicilio precedentemente dichiarato dall'interessato. L'Imputato non ha dimostrato la validità del vecchio recapito né ha segnalato cause di forza maggiore che gli abbiano impedito di comunicare il cambio di indirizzo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato. I giudici hanno confermato la piena validità della notifica al difensore e hanno condannato l'Imputato al pagamento delle spese legali e a un versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Notifica all’imputato: regole su irreperibilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino condannato in appello, focalizzandosi sulla corretta **notifica all'imputato**. Il ricorrente contestava la validità della notifica avvenuta tramite consegna al difensore dopo l'attestazione di irreperibilità presso il domicilio eletto. La Suprema Corte ha ribadito che, se l'addetto postale certifica l'impossibilità di recapito al domicilio indicato, la procedura di notifica mediante consegna al legale è pienamente legittima ai sensi dell'art. 161 c.p.p., a meno che non venga provato un caso fortuito che abbia impedito la comunicazione del cambio di indirizzo.
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Notificazione al difensore: quando è valida?
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando, tra le altre cose, un vizio nella notifica di un atto giudiziario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: in caso di irreperibilità dell'imputato presso il domicilio dichiarato, la notificazione al difensore è pienamente valida e non richiede ulteriori formalità. Gli altri motivi di ricorso sono stati respinti perché generici o volti a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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