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Art. 168-ter Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 168-ter Codice Penale

Bis in idem penale: l’archiviazione non blocca il nuovo processo
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per furto pluriaggravato, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e reati di spaccio. Gli imputati contestavano il mancato riconoscimento della pena sospesa, l'eccesso di pena e la violazione del principio del *bis in idem* penale, sostenendo di essere già stati oggetto di un procedimento archiviato per lo stesso fatto. La Corte ha ritenuto la maggior parte dei ricorsi inammissibili o infondati. Ha chiarito che il *bis in idem* non sussiste se il precedente procedimento è stato archiviato e non ha prodotto l'estinzione del reato. Ha inoltre ribadito la discrezionalità del giudice nella determinazione della pena e nella concessione dei benefici, se adeguatamente motivata.
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Prescrizione Reato Edilizio: Demolizione Revocata, ma non del tutto
Un Costruttore era stato condannato per un reato edilizio, con annesso ordine di demolizione. La Corte d'Appello ha dichiarato il reato estinto per intervenuta prescrizione, ma ha mantenuto l'ordine di demolizione. Il Costruttore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la prescrizione reato edilizio dovesse comportare la revoca automatica dell'ordine di demolizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che l'ordine di demolizione, essendo una sanzione accessoria alla condanna penale, decade automaticamente con l'estinzione del reato per prescrizione. Tuttavia, l'autorità amministrativa mantiene il potere di disporre la demolizione in via autonoma.
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Ordine di demolizione dopo messa alla prova: la Cassazione fa chiarezza
Un Tribunale ha dichiarato l'estinzione dei reati di abuso edilizio per un Lavoratore, a seguito dell'esito positivo della messa alla prova. Tuttavia, la sentenza ha anche disposto il ripristino dello stato dei luoghi (demolizione). La Cassazione ha annullato questa parte della sentenza. Ha chiarito che l'ordine di demolizione può essere emesso solo con una sentenza di condanna. La messa alla prova, portando all'estinzione del reato senza accertare la responsabilità penale, non permette al giudice di ordinare la demolizione. Questa competenza spetta all'autorità amministrativa per l'Ordine di demolizione dopo messa alla prova.
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Reato estinto: illegittimo l’ordine di demolizione
Un privato cittadino realizza un immobile di due piani senza il prescritto permesso di costruire e senza le autorizzazioni sismiche. Durante il processo, il Tribunale accerta il regolare svolgimento dei lavori di pubblica utilità e dichiara l'estinzione dei reati per esito positivo della messa alla prova. Tuttavia, lo stesso giudice dispone la confisca e l'ordine di demolizione del fabbricato. L'imputato presenta ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare tale decisione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla senza rinvio i provvedimenti punitivi sul manufatto: l'ordine di demolizione emesso dal giudice penale presuppone necessariamente una sentenza di condanna formale, incompatibile con la chiusura anticipata del procedimento tramite messa alla prova.
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Messa alla prova: no all’estinzione del reato senza relazione
Il Tribunale aveva dichiarato estinto un reato di detenzione di stupefacenti per l'esito positivo della messa alla prova dell'imputato. Tuttavia, l'udienza era stata fissata solo per valutare l'ammissione al programma, non per verificarne la conclusione. Il giudice ha erroneamente dichiarato di aver acquisito una relazione finale dell'U.E.P.E. in realtà mai prodotta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Pubblica Accusa, annullando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Confisca di animali: no alla perdita definitiva senza condanna
Il proprietario di alcuni animali, accusato di maltrattamento, ha ottenuto l'estinzione del reato grazie all'esito positivo della messa alla prova. Nonostante questo, il giudice di merito ha confermato l'affido definitivo degli animali a terzi, applicando di fatto una confisca di animali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario, stabilendo che la confisca di animali non può essere disposta in mancanza di una formale sentenza di condanna o di patteggiamento. Poiché la messa alla prova estingue il reato senza accertare la colpevolezza, la misura della confisca è illegittima. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il provvedimento e ordinato l'immediata restituzione degli animali al legittimo proprietario.
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Messa alla Prova: Rinvio Sospende la Prescrizione, Imputato Perde
Un imputato, per un reato legato agli stupefacenti, chiede la messa alla prova. Il suo avvocato ottiene diversi rinvii per attendere il programma dall'ufficio competente. La difesa sostiene che questi rinvii, dovuti all'inerzia della pubblica amministrazione, non dovrebbero sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione, però, stabilisce un principio chiaro: la richiesta di rinvio per accedere a questo beneficio è una scelta dell'imputato. Di conseguenza, si applica la sospensione prescrizione per messa alla prova per tutta la durata del differimento. L'imputato perde il ricorso perché il reato non risulta prescritto.
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Recidiva dopo messa alla prova: patente revocata con reato estinto
Un automobilista viene condannato per guida in stato di ebbrezza e gestione illecita di rifiuti. In appello, sostiene che un suo precedente reato, estinto grazie alla probation, non possa essere usato per contestargli la recidiva. La Corte di Cassazione, però, stabilisce un principio importante: la **recidiva dopo messa alla prova** è valida. Anche se il reato precedente è formalmente estinto, il fatto storico può essere considerato per applicare sanzioni più severe, come la revoca della patente, in un nuovo processo per lo stesso tipo di illecito. La condanna dell'automobilista viene quindi confermata in via definitiva.
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Omesso versamento ritenute: condanna confermata e prescrizione.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un datore di lavoro per l'omesso versamento di ritenute previdenziali relativo all'anno 2017. La difesa sosteneva che il reato fosse prescritto e contestava il calcolo della pena, ritenendo illegittima la valutazione di precedenti condotte estinte per prescrizione o per esito positivo della messa alla prova. Gli Ermellini hanno chiarito che il reato si consuma solo con la scadenza dell'ultima mensilità dell'anno solare, spostando in avanti il termine di prescrizione. Inoltre, hanno stabilito che il giudice può legittimamente considerare fatti storici pregressi, anche se non sfociati in condanne definitive, per valutare la capacità a delinquere dell'imputato e determinare una pena congrua secondo i criteri dell'articolo 133 del codice penale.
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Ricorso per saltum: quando si converte in appello?
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti del ricorso per saltum. A seguito di un'impugnazione per reati contro gli animali, la Corte ha riqualificato il ricorso come appello, poiché era stato sollevato un vizio di motivazione per un reato punibile con reclusione o multa. In questi casi, il "salto" del grado di appello non è consentito e l'atto viene convertito e trasmesso alla corte d'appello competente.
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