LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 168-ter Codice Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 168-ter Codice Penale

Messa alla Prova: Reato Estinto ma Spese Legali da Pagare? No
Un imputato per lesioni e danneggiamento ottiene l'estinzione del reato grazie all'esito positivo della messa alla prova. Nonostante ciò, il Tribunale lo condanna a pagare le spese legali della vittima (parte civile). La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio chiaro: in caso di estinzione del reato per messa alla prova, non può esserci condanna al pagamento delle spese processuali della parte civile. La sentenza chiarisce il rapporto tra messa alla prova e spese legali, affermando che la vittima dovrà agire in un separato giudizio civile per ottenere il rimborso dei costi legali e il risarcimento, se non già coperto dalle prescrizioni della messa alla prova stessa.
Continua »
Confisca merce contraffatta: obbligatoria dopo la prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca di merce contraffatta è un atto dovuto, anche quando il procedimento penale si conclude con l'estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova. In questo caso, un Tribunale aveva erroneamente ordinato la restituzione dei beni sequestrati all'imputato. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, ribadendo che, ai sensi dell'art. 240 del codice penale, i beni la cui detenzione o vendita costituiscono di per sé reato devono essere sempre confiscati, indipendentemente dall'esito del processo.
Continua »
Prescrizione e recidiva: come si calcola il termine?
La Corte di Cassazione, in un caso di furto aggravato, ha stabilito un importante principio in materia di prescrizione e recidiva. Anche se la recidiva contestata non comporta un aumento effettivo della pena perché assorbita da un'altra aggravante più grave, essa rimane giuridicamente rilevante e deve essere considerata nel calcolo del termine di prescrizione, determinandone l'allungamento. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, che lamentava una violazione del diritto di difesa, e ha confermato la condanna, avendo verificato d'ufficio che il reato non era ancora prescritto proprio in virtù dell'effetto della recidiva.
Continua »