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Art. 1668 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1668 Codice Civile

Risoluzione del contratto di appalto: tetto viziato e rimborsi
Un'impresa edile ha richiesto decreti ingiuntivi per ottenere il pagamento del saldo dei lavori di rifacimento del tetto eseguiti presso un condominio. L'ente condominiale ha proposto opposizione contestando l'incompleta esecuzione delle opere e la presenza di gravissimi vizi costruttivi, tra cui infiltrazioni d'acqua e pannelli deformati. I giudici di merito hanno disposto la risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento della ditta, condannando l'appaltatrice a restituire oltre centoquarantaquattromila euro al condominio. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'impresa, confermando la legittimità dell'opposizione promossa dall'amministratore e la correttezza della restituzione dei compensi per le opere viziate.
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Lavori non a regola d’arte: Officina condannata, cliente risarcito
Un cliente ha commissionato a un'officina lavori di modifica estetica su un'auto, ma ha contestato l'esecuzione dei `lavori non a regola d'arte`, chiedendo il risarcimento dei danni. L'officina ha chiesto il pagamento del servizio. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al cliente, negando il pagamento all'officina e condannandola al risarcimento per i difetti. L'officina ha proposto ricorso in Cassazione, sollevando diverse questioni. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni precedenti. Le questioni sollevate erano nuove, riguardavano valutazioni di fatto o punti già definitivi. L'officina dovrà pagare le spese legali.
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Vizi di costruzione: la prescrizione cancella anche gli sconti
Un acquirente ha citato in giudizio il venditore-costruttore per gravi infiltrazioni d'acqua nella propria abitazione, chiedendo l'eliminazione dei vizi di costruzione o la riduzione del prezzo. I giudici di merito hanno rigettato la domanda principale perché prescritta, ritenendo che anche la richiesta subordinata di riduzione del prezzo fosse travolta dalla prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Gli Ermellini hanno chiarito che la domanda di riduzione del prezzo è implicitamente contenuta in quella di eliminazione dei difetti. Di conseguenza, se l'azione principale per vizi di costruzione si prescrive per decorso dei termini di legge, decade automaticamente anche la possibilità di ottenere la riduzione del prezzo, senza che si configuri un'omessa pronuncia da parte del giudice.
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Responsabilità contrattuale dell’appaltatore: tempi lunghi
Un'azienda agricola (Il Committente) ha stipulato un contratto di appalto con un'impresa (L'Appaltatore) per installare un impianto fotovoltaico. L'accordo prevedeva anche l'obbligo per l'impresa di presentare la domanda per gli incentivi statali (GSE). L'impianto è stato realizzato, ma l'impresa non ha inviato la domanda, facendo perdere i contributi al cliente. Il Committente ha chiesto il risarcimento dei danni. La Cassazione ha confermato la responsabilità contrattuale dell'appaltatore. Trattandosi di un obbligo accessorio e non di un vizio dell'opera, non si applicano i brevi termini di decadenza e prescrizione previsti per i difetti di costruzione, ma la normale prescrizione decennale. L'Appaltatore è stato condannato a risarcire i danni e a pagare le spese legali.
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Stufe difettose: perde 700mila € per mancato onere della prova
Un produttore di stufe chiede a un'azienda di verniciatura un risarcimento di quasi 700.000 euro per lavori difettosi. Nonostante l'azienda appaltatrice avesse ammesso e corretto una parte dei difetti, la domanda di risarcimento viene respinta in tutti i gradi di giudizio. La Cassazione conferma la decisione, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova nel risarcimento danni grava interamente su chi lo richiede. Senza prove concrete e specifiche sull'intero ammontare del danno lamentato, la causa è persa. Il produttore non è riuscito a dimostrare i fatti a fondamento della sua pretesa, determinando la propria sconfitta.
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