Un imprenditore ha subito la condanna penale per il reato di omesso versamento di ritenute fiscali dovute all'erario. L'amministratore aziendale si è difeso sostenendo che la società versasse in grave crisi finanziaria e che il mancato versamento servisse a salvare l'attività. I giudici hanno accertato che l'imputato, invece di contenere i costi, aveva assunto nuovo personale per espandere il volume di affari, finanziando l'operazione con le imposte trattenute e mai versate allo Stato. Inoltre, la presenza di tre precedenti penali specifici ha escluso ogni attenuazione del trattamento sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imprenditore, confermando la condanna e infliggendo anche il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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