La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17331/2024, ha rigettato il ricorso di due imputati il cui appello era stato dichiarato inammissibile per la mancata elezione di domicilio. La Suprema Corte ha confermato che la semplice indicazione della residenza nell'intestazione del mandato al difensore non costituisce una valida elezione di domicilio ai sensi dell'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen., poiché è necessaria una manifestazione di volontà consapevole e specifica, secondo le forme di legge.
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