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Art. 158 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 158 Codice di Procedura Penale

Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un imputato, precedentemente condannato per appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la regolarità delle notifiche effettuate al difensore anziché al domicilio eletto. Tuttavia, prima della decisione, il difensore munito di procura speciale ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, confermando che la rinuncia al ricorso preclude ogni ulteriore esame dei motivi di doglianza.
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Occupazione abusiva: la demolizione ferma il reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per occupazione abusiva, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare tutte le prove che dimostrino la cessazione della condotta illecita. Nel caso di specie, la demolizione delle opere abusive, se provata, avrebbe interrotto la permanenza del reato, portando alla sua prescrizione. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame che accerti il momento esatto in cui l'occupazione è terminata.
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Reato Continuato: Cassazione sul lasso temporale
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di occupazione abusiva, stabilendo un principio chiave sul reato continuato. La Corte ha annullato la decisione di merito che negava il vincolo della continuazione con precedenti reati edilizi basandosi unicamente sul lungo tempo trascorso. Secondo i giudici, il lasso temporale è solo uno degli indici da valutare, e non è di per sé sufficiente a escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, che deve essere verificato analizzando anche altri elementi come il contesto e le modalità delle condotte. La responsabilità per l'occupazione abusiva è stata comunque confermata.
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Truffa aggravata: quando si consuma il reato?
La Cassazione chiarisce il momento consumativo della truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. Il caso riguarda false fatture cedute a società di factoring. La Corte stabilisce che il reato si consuma con la cessione del credito, rendendolo istantaneo e non permanente, confermando la prescrizione. Respinte le tesi difensive sulla mancanza di danno per l'ente.
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