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Art. 158 Codice Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 158 Codice Penale

Sequestro preventivo: regole su denaro e profitti
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di oltre cinque milioni di euro a carico di un soggetto indagato per associazione a delinquere finalizzata al gioco d'azzardo illegale e all'evasione fiscale. Il ricorrente contestava la natura diretta del sequestro e l'impatto di un accordo di rateizzazione con l'Agenzia delle Entrate. La Suprema Corte ha stabilito che il denaro è sempre oggetto di sequestro diretto per la sua natura fungibile e che il profitto del reato associativo è autonomo e confiscabile indipendentemente dai singoli reati-fine. Inoltre, l'impegno al pagamento del debito tributario non impedisce la misura cautelare fino al totale soddisfacimento dell'Erario.
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Ricettazione e contraffazione: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di ricettazione e commercio di prodotti contraffatti a carico di un imputato che aveva impugnato la sentenza della Corte di Appello. La difesa lamentava l'incompetenza territoriale e la violazione del principio del ne bis in idem, sostenendo che i fatti fossero già stati oggetto di archiviazione in un altro procedimento. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché le doglianze si limitavano a richiedere una rivalutazione del merito delle prove, come le fatture di consegna, attività preclusa in sede di legittimità. Inoltre, non è stata fornita prova documentale dell'identità tra i beni oggetto dei due diversi procedimenti.
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Occupazione abusiva: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un caso di occupazione abusiva di un immobile, rigettando il ricorso dell'imputata che invocava la prescrizione del reato. I giudici hanno ribadito che l'invasione di edifici è un reato di natura permanente: la condotta illecita non si esaurisce con l'ingresso iniziale, ma continua finché dura l'occupazione. La permanenza cessa solo con l'allontanamento volontario o forzato dell'occupante, oppure con la sentenza di condanna di primo grado. Nel caso di specie, non essendovi prova di una cessazione anticipata, il termine di prescrizione non era ancora decorso al momento della decisione d'appello.
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Giudicato progressivo: limiti del giudice del rinvio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44612 del 2023, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per reati tributari. I ricorrenti, dopo un annullamento parziale con rinvio, sostenevano che anche i reati residui dovessero essere dichiarati prescritti. La Corte ha ribadito la validità del principio del 'giudicato progressivo', secondo cui l'accertamento della responsabilità per i capi di imputazione non annullati diventa definitivo e preclude una successiva declaratoria di prescrizione. La confisca è stata confermata perché conseguente a una condanna definitiva e non a una prescrizione.
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Ricorso Cassazione inammissibile: quando e perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La Corte ha ribadito che il trattamento sanzionatorio, essendo espressione della discrezionalità del giudice di merito, non è sindacabile in sede di legittimità se non in caso di palese arbitrarietà o illogicità, assenti nel caso di specie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Giurisdizione reati all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla giurisdizione per reati all'estero, stabilendo che per procedere contro un cittadino italiano per un delitto commesso interamente fuori dall'Italia (nel caso di specie, maltrattamenti in famiglia in Giordania), è sufficiente la sua presenza, anche solo temporanea, nel territorio nazionale dopo la commissione del fatto ma prima dell'esercizio dell'azione penale. La successiva partenza dell'imputato non incide sulla giurisdizione ormai radicata. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna.
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Appostamento fisso per la caccia: quando serve il permesso
Un privato costruisce una struttura in legno su un albero, sostenendo si tratti di un 'appostamento fisso per la caccia' esente da permessi. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5436/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna per abusi edilizi. La decisione si fonda sul superamento dei limiti dimensionali previsti dalla legge regionale per l'esenzione e sulla violazione delle normative antisismiche, escludendo anche la prescrizione del reato grazie a una fattura che ne attestava la recente costruzione.
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Infedele patrocinio: quando il reato è consumato
Due legali sono stati accusati di infedele patrocinio e truffa ai danni dei propri assistiti. La Corte di Appello ha dichiarato la prescrizione dei reati, confermando però le statuizioni civili sul risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei legali, chiarendo un principio fondamentale: nel reato di infedele patrocinio, la prescrizione non decorre dalla fine della causa, ma dal momento in cui cessa l'intera condotta lesiva nei confronti del cliente, che può protrarsi anche per molto tempo dopo la conclusione del mandato.
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