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Art. 155 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 155 Codice di Procedura Civile

Distanze legali: un balcone è sempre costruzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 239/2024, ha chiarito che, ai fini del rispetto delle distanze legali, un balcone va sempre considerato come 'costruzione'. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che sostenevano la natura di 'camminamento' della loro opera, affermando che ciò che conta è lo stato di fatto dell'immobile al momento della decisione, rendendo irrilevanti sia i permessi di costruire ottenuti sia eventuali future modifiche per sanare l'illecito.
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Garanzia appalto: danni diversi dai vizi dell’opera
Un proprietario ha citato in giudizio un'impresa edile per vizi nei lavori e per danni arrecati all'immobile a causa di negligenza. La Corte d'Appello aveva respinto ogni richiesta, applicando i brevi termini della garanzia appalto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che i danni estranei all'opera appaltata non rientrano nella garanzia contrattuale, ma nella più ampia responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.), soggetta a termini di prescrizione più lunghi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Notifica PEC tardiva: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa di una notifica PEC tardiva. Sebbene l'invio sia stato tentato pochi minuti prima della scadenza, la ricevuta di accettazione (RAC) è stata generata dopo la mezzanotte, rendendo la notifica tardiva. La Corte ha respinto l'istanza di rimessione in termini, sottolineando che il presunto malfunzionamento del sistema non era stato adeguatamente provato e che la parte aveva atteso troppo tempo prima di richiederla, violando il principio di immediatezza.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una disputa tra fratelli per il rimborso di spese su un immobile ereditario arriva in Cassazione a seguito di un appello dichiarato inammissibile per tardività. Il ricorrente, che contestava la decisione sostenendo la sospensione dei termini per l'emergenza Covid-19, ha poi effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Dato che la controparte non si era costituita, non è stata emessa una pronuncia sulle spese processuali.
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Termine prorogato sabato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che un termine processuale, come quello per proporre appello, che scade di sabato, è automaticamente esteso al primo giorno non festivo successivo. In questo caso, il cosiddetto termine prorogato sabato ha reso tempestivo un appello notificato il lunedì, annullando la precedente decisione di inammissibilità della Corte d'Appello e rinviando la causa per un esame nel merito.
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Notifica perfezionata sabato: proroga al lunedì
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo, ma i tribunali di merito ritenevano l'atto tardivo. Il problema riguardava il calcolo dei termini, poiché la notifica si era perfezionata per compiuta giacenza di sabato. La Cassazione ha stabilito che quando una notifica perfezionata sabato conclude un termine, la scadenza viene prorogata di diritto al lunedì successivo. Di conseguenza, l'opposizione è stata ritenuta tempestiva e la sentenza annullata con rinvio.
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