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Art. 1526 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1526 Codice Civile

Cessione del contratto di leasing: azienda venduta e canoni dovuti
Una società acquista un ramo d'azienda subentrando nei relativi rapporti commerciali. La società finanziaria concedente chiede il pagamento delle rate rimaste insolute tramite decreto ingiuntivo. L'acquirente si oppone sostenendo di non aver mai ricevuto i beni informatici e lamentando l'assenza di un consenso scritto alla cessione. La Suprema Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'acquirente. La cessione del contratto di leasing costituisce un effetto automatico del trasferimento aziendale ai sensi dell'articolo 2558 del Codice Civile. La concedente può manifestare la propria adesione anche mediante comportamenti concludenti, non essendo richiesta la forma scritta a pena di nullità. L'acquirente deve pagare integralmente le somme ingiunte.
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Leasing finanziario: no alla retroattività e ricorso respinto
Una società utilizzatrice e i suoi garanti hanno impugnato la decisione d'appello relativa a contratti di leasing finanziario, contestando l'usura degli interessi. In Cassazione, i ricorrenti hanno rinunciato ai motivi precedenti, chiedendo invece l'enunciazione di un principio di diritto nell'interesse della legge sull'applicazione retroattiva delle nuove norme sul leasing finanziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che solo il Procuratore Generale può richiedere tale pronuncia e che la nuova disciplina del leasing finanziario non ha effetti retroattivi. Per i contratti risolti prima della riforma del 2017, si applica ancora la distinzione tra leasing di godimento e traslativo, con l'applicazione analogica dell'articolo 1526 del codice civile. Di conseguenza, i ricorrenti hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Contratto di leasing: la società perde e i soci pagano in solido
Una società di persone stipula un contratto di leasing per due auto. A causa del mancato pagamento dei canoni, la società finanziaria risolve il contratto e ottiene un decreto ingiuntivo contro la società e i suoi soci illimitatamente responsabili. Solo la società propone appello. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società, stabilendo che la responsabilità sussidiaria dei soci non crea un litisconsorzio necessario (obbligo di partecipare tutti al processo), trattandosi di un'obbligazione solidale. Inoltre, la Corte conferma la validità della clausola contrattuale che, in caso di risoluzione, permette al concedente di trattenere i canoni scaduti, salvo conguaglio con la vendita del bene. La società perde definitivamente la causa e viene condannata a pagare le spese di giudizio.
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Incompetenza territoriale e rinuncia tacita
Una creditrice ha agito in via surrogatoria contro una società di leasing per ottenere il rimborso di rate versate da una sua debitrice inadempiente. La società di leasing ha sollevato eccezione di incompetenza territoriale, indicando un foro esclusivo contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la proposizione di domande verso terzi o domande riconvenzionali non costituisce rinuncia tacita all'eccezione di incompetenza territoriale. Pertanto, l'intera causa deve essere trasferita al giudice competente individuato nel contratto.
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