LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1526 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 1526 Codice Civile

Leasing traslativo: la clausola penale è valida?
La Cassazione, con l'ordinanza 15000/2024, chiarisce la validità della clausola penale nel leasing traslativo, ma subordina l'ammissione al passivo fallimentare all'onere del creditore di provare il valore del bene restituito per permettere al giudice di valutarne l'equità e ridurla se eccessiva. L'omissione di tale prova rende la domanda inammissibile.
Continua »
Leasing traslativo: regole pre-fallimento e clausole
Una società di leasing ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per canoni insoluti derivanti da un contratto di leasing traslativo risolto prima del fallimento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che in tali casi si applica l'art. 1526 c.c. e non la legge fallimentare, e ha sottolineato l'onere del creditore di provare gli elementi per la valutazione delle clausole penali.
Continua »
Leasing traslativo e fallimento: le regole applicabili
Una società di leasing ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento di un'azienda sua cliente per canoni non pagati, relativi a un contratto di leasing traslativo risolto prima della dichiarazione di fallimento. Il tribunale aveva respinto la domanda, applicando la disciplina della vendita con riserva di proprietà (art. 1526 c.c.). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso della società di leasing, confermando che per i contratti risolti prima dell'entrata in vigore della L. 124/2017, si applica l'art. 1526 c.c. e non la nuova normativa, che non è retroattiva. La Corte ha inoltre precisato l'onere della prova a carico del concedente che intende far valere una clausola penale.
Continua »
Leasing traslativo: le regole prima del fallimento
Un caso di leasing traslativo di un'auto di lusso, risolto prima del fallimento dell'utilizzatore. La società finanziaria ha chiesto l'ammissione al passivo per i canoni non pagati, basandosi sulla legge fallimentare. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per i contratti già risolti si applica l'art. 1526 c.c., che prevede un equo compenso e non il pagamento dei canoni. La domanda basata su tale norma è stata però ritenuta tardiva e quindi inammissibile.
Continua »
Leasing traslativo: cosa succede in caso di fallimento?
Una società di leasing ha richiesto il pagamento di canoni insoluti a un'azienda fallita, per un contratto di leasing risolto prima della dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando l'applicazione dell'art. 1526 c.c. per il leasing traslativo. Secondo la Corte, la società concedente deve restituire i canoni riscossi e ha diritto solo a un equo compenso per l'uso del bene, una pretesa che deve essere formulata correttamente includendo la stima del valore del bene recuperato.
Continua »
Appello inammissibile: la Cassazione conferma
Una società utilizzatrice in un contratto di leasing ha impugnato una decisione che la condannava al pagamento di canoni insoluti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile non per ragioni di merito, ma per un vizio procedurale. La società ricorrente, infatti, non aveva specificamente contestato le motivazioni della sentenza di secondo grado, concentrandosi su argomenti che la Corte ha ritenuto irrilevanti rispetto alla ragione fondamentale della decisione impugnata (la 'ratio decidendi').
Continua »
Insinuazione passivo leasing: come calcolare il credito
Una società di leasing ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per l'intero credito residuo di un contratto, senza sottrarre il valore ricavato dalla vendita dei beni recuperati. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità. La sentenza chiarisce che, nell'insinuazione al passivo leasing, il creditore deve sempre detrarre dal suo credito il valore ottenuto dalla ricollocazione del bene, conformemente ai principi di compensazione previsti dalla legge fallimentare e dalla normativa speciale sul leasing.
Continua »
Disavowal of copies: effetti sul processo
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una società fiduciaria e una società di leasing per un'operazione di pegno non autorizzata sui suoi titoli. La sua richiesta è stata respinta, in parte a causa di una clausola arbitrale e in parte perché il suo disavowal of copies dei documenti chiave è stato ritenuto generico e quindi inefficace, decisione confermata dalla Cassazione.
Continua »
Retrocessione d’azienda: chi paga i debiti?
Una società, in amministrazione straordinaria, aveva trasferito la propria azienda a un'altra entità che successivamente è fallita, portando alla risoluzione del contratto di cessione. La Corte di Cassazione ha affrontato la questione di chi fosse responsabile per i canoni di locazione maturati nel periodo tra la risoluzione del contratto e la restituzione fisica dei beni. La Corte ha stabilito che la retrocessione d'azienda comporta il trasferimento automatico e immediato delle obbligazioni contrattuali all'originario proprietario al momento della risoluzione, indipendentemente dalla riconsegna materiale dei beni. Di conseguenza, la società originaria è stata ritenuta responsabile per i pagamenti.
Continua »
Difetto di legittimazione passiva: i limiti in Cassazione
Un istituto di credito ha impugnato in Cassazione una sentenza di condanna, sostenendo il proprio difetto di legittimazione passiva a causa di una pregressa cessione del ramo d'azienda. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che, sebbene l'eccezione sia sempre rilevabile, non è possibile introdurre per la prima volta in sede di legittimità fatti nuovi a suo fondamento.
Continua »
Patto di riservato dominio e indennità di esproprio
La Corte di Cassazione stabilisce che l'acquirente di un immobile con patto di riservato dominio ha la legittimazione ad agire per contestare l'indennità di occupazione. Sebbene la proprietà formale si trasferisca solo al pagamento dell'ultima rata, l'acquirente assume da subito i rischi e le facoltà del proprietario, diventando titolare sostanziale del diritto. Pertanto, la sua legittimazione a contestare la stima concorre con quella del venditore, il cui diritto è assimilabile a una garanzia reale.
Continua »
Leasing e usura: quando il tasso è legittimo?
Una società contesta l'usurarietà degli interessi in un contratto di leasing immobiliare. La Cassazione, con l'ordinanza n. 17173/2025, rigetta il ricorso, stabilendo che per la fase di preammortamento (costruzione dell'immobile) il tasso soglia corretto non è quello del leasing immobiliare, ma quello della categoria 'altri finanziamenti'. La Corte dichiara inammissibili anche le censure relative alla clausola penale e all'anatocismo, confermando le decisioni dei giudici di merito in materia di leasing e usura.
Continua »