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Art. 15, comma 2 bis, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera ha contestato l'applicazione dell'Imposta Unica Scommesse, sostenendo fosse discriminatoria secondo il diritto UE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'imposta si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse in Italia, anche senza concessione. È stata inoltre ribadita la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e i centri di trasmissione dati locali per gli anni d'imposta in questione.
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Notifica cartella PEC: valida anche da indirizzo non-INI-PEC
Un contribuente ha impugnato una serie di cartelle di pagamento, sostenendo che la notifica cartella PEC fosse invalida perché l'indirizzo del mittente dell'ente di riscossione non era presente nell'elenco pubblico INI-PEC. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: la mancata iscrizione dell'indirizzo PEC del mittente nei pubblici registri non rende di per sé nulla la notifica. Spetta al contribuente dimostrare un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa, cosa non avvenuta nel caso di specie. La Corte ha inoltre confermato il diritto dell'ente di riscossione a ottenere il rimborso delle spese legali anche quando si difende in giudizio tramite propri funzionari, condannando il ricorrente anche per responsabilità processuale aggravata.
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Querela di falso: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la tardività dei suoi appelli fiscali tramite una querela di falso. La Corte ha stabilito che la querela di falso contro documenti del giudizio di merito non può essere proposta per la prima volta in Cassazione, ma deve essere utilizzata come motivo di revocazione della sentenza impugnata. Il ricorso è stato quindi respinto.
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Querela di falso: quando è inammissibile in Cassazione
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento, sostenendo la falsità delle firme apposte sulle ricevute di notifica. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato tardivi i ricorsi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso del contribuente, chiarendo che la querela di falso relativa a documenti del giudizio di merito non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità. In tali casi, la falsità, una volta accertata in un giudizio separato, può essere fatta valere solo come motivo di revocazione della sentenza impugnata, confermando così la decisione di inammissibilità per tardività.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che la normativa non viola il diritto UE e che sussiste la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati operante in Italia, anche in assenza di concessione.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
Una società impugnava un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile per difetto di specificità, in quanto il ricorrente non aveva trascritto i passaggi rilevanti dell'atto impugnato. La Corte ha ribadito che, in un accertamento basato su studi di settore, spetta al contribuente fornire prove concrete per giustificare gli scostamenti, mentre l'Agenzia delle Entrate deve motivare adeguatamente il rigetto di tali giustificazioni.
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Agevolazioni prima casa: onere della prova e residenza
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente che aveva perso le agevolazioni prima casa per mancato trasferimento di residenza. La Corte sottolinea che l'onere della prova del tempestivo adempimento spetta al cittadino, il quale non è riuscito a dimostrare la formazione del silenzio-assenso da parte del Comune. Viene inoltre confermato il diritto dell'Agenzia delle Entrate al rimborso delle spese legali anche se difesa da propri funzionari.
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Agevolazioni prima casa: onere della prova inidoneità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che si era visto revocare le agevolazioni "prima casa". La Corte ha stabilito che l'onere della prova riguardo l'inidoneità abitativa dell'immobile già posseduto grava interamente sul contribuente, il quale non aveva fornito prove sufficienti. La valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Vendita con riserva di proprietà: addio bonus prima casa
Una coppia ha venduto la propria "prima casa" con una clausola di vendita con riserva di proprietà entro cinque anni dall'acquisto. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'agevolazione fiscale, stabilendo che, ai fini fiscali, tale vendita è considerata immediatamente efficace al momento della firma del contratto, e non al momento del pagamento completo. Ciò significa che la vendita è avvenuta entro il periodo quinquennale proibito, comportando la perdita del beneficio.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un operatore di scommesse estero che contestava l'applicazione dell'imposta unica scommesse per gli anni 2009, 2010 e 2011. L'ordinanza conferma la legittimità dell'imposta per gli operatori stranieri che raccolgono gioco in Italia, ritenendola non discriminatoria e compatibile con il diritto UE. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando le sanzioni relative agli anni 2009 e 2010 a causa della condizione di 'obiettiva incertezza normativa' esistente prima della legge interpretativa del 2010, che ha chiarito l'ambito di applicazione del tributo.
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