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Art. 1468 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1468 Codice Civile

Responsabilità PA Concessioni: Analisi Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità della Pubblica Amministrazione nelle concessioni per mutamenti di mercato. Pur confermando la giurisdizione del giudice ordinario, la Corte ha annullato una decisione che riteneva la P.A. responsabile per danni derivanti da operatori illegali e ritardi nell'innovazione, sottolineando il concetto di rischio d'impresa e una non corretta applicazione dei principi di buona fede. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Obbligo di salvaguardia: Concedente e mercato illegale
Una società concessionaria di scommesse ha citato in giudizio le Amministrazioni concedenti per i danni derivanti dalla diffusione del mercato illegale. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, ha stabilito che non sussiste un generale obbligo di salvaguardia in capo allo Stato concedente per proteggere il concessionario dal rischio d'impresa, che include anche la concorrenza di operatori clandestini. La responsabilità per tali turbative non può essere imputata al concedente sulla base del solo rapporto contrattuale.
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Rischio d’impresa concessione: lo Stato non garantisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26107/2024, ha chiarito i limiti della responsabilità dello Stato nelle concessioni di servizi pubblici. In un caso riguardante le scommesse ippiche, una società concessionaria aveva citato in giudizio le Amministrazioni concedenti per i danni derivanti dalla diffusione di un mercato illegale. La Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti, affermando che il rischio d'impresa, inclusa la concorrenza illecita, grava sul concessionario. Secondo la Corte, il monopolio statale non implica un obbligo contrattuale di proteggere il concessionario dalle turbative di mercato, che rientrano nella normale alea imprenditoriale.
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Concessione pubblica: i limiti di responsabilità
Una società titolare di una concessione pubblica per la raccolta di scommesse ottiene una condanna a suo favore per i danni subiti a causa del gioco illegale e della concorrenza sleale. Le amministrazioni statali ricorrono in Cassazione, sostenendo che la clausola di esclusiva non le obbligava a risarcire i danni causati da terzi. La Suprema Corte, data la rilevanza della questione sui limiti di responsabilità dello Stato nella concessione pubblica, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Concessione pubblica e mercato illegale: la Cassazione
Una società titolare di una concessione pubblica per la raccolta di scommesse ha citato in giudizio le Amministrazioni concedenti, lamentando i danni derivanti dalla mancata repressione del mercato illegale. Dopo una condanna in sede arbitrale, confermata in appello, le Amministrazioni si sono rivolte alla Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la novità e l'importanza della questione sulla responsabilità dello Stato in una concessione pubblica, ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per un esame approfondito.
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Concessione pubblica: obblighi dello Stato e mercato
Una società operante nel settore delle scommesse, titolare di una concessione pubblica, ha citato in giudizio le Amministrazioni statali a causa del drastico calo dei ricavi dovuto all'espansione di un mercato illegale. Sia il collegio arbitrale che la Corte d'Appello hanno riconosciuto la responsabilità dello Stato per inadempimento contrattuale. Le Amministrazioni hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che si trattasse di un normale rischio d'impresa. La Suprema Corte, ritenendo la questione di fondamentale importanza per l'interpretazione del diritto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Legittimazione passiva Ministero: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5257/2024, ha chiarito un importante principio sulla legittimazione passiva. In una controversia tra una società concessionaria di scommesse e diverse amministrazioni statali, la Corte ha stabilito che, a seguito del trasferimento di funzioni da un Ministero a un'Agenzia fiscale, quest'ultima diventa l'unico soggetto legittimato a resistere in giudizio. Di conseguenza, la domanda proposta contro il Ministero è stata dichiarata nulla per difetto di legittimazione passiva, anche se l'Agenzia era poi intervenuta nel procedimento.
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Giurisdizione giudice ordinario e concessioni pubbliche
Una società concessionaria di scommesse ippiche ha citato in giudizio le Amministrazioni concedenti per inadempimento contrattuale. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie relative alla fase esecutiva del rapporto di concessione, poiché riguardano obblighi contrattuali e non l'esercizio di poteri pubblici discrezionali.
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