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Art. 143 Codice della Strada — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 143 Codice della Strada

Caditoia mortale: Comune condannato per responsabilità da custodia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Comune al risarcimento dei danni in favore dei familiari di un ciclista, deceduto dopo che la ruota della sua bici si era incastrata in una caditoia stradale. Secondo i giudici, il posizionamento longitudinale della grata, parallelo al senso di marcia, costituiva un pericolo intrinseco. La Corte ha pienamente applicato il principio della Responsabilità da cose in custodia (art. 2051 c.c.), affermando che la condotta del ciclista, anche se avesse violato alcune norme stradali, non era sufficiente a interrompere il nesso causale. Il pericolo era inevitabile e la responsabilità ricade interamente sull'ente proprietario della strada, che non ha garantito la sicurezza.
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Responsabilità custode: prova nesso causale a carico
Un motociclista cade a causa di un dosso stradale e cita in giudizio il Comune. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del motociclista. La Corte ha stabilito che spetta al danneggiato provare il nesso causale tra il bene in custodia (la strada) e il danno subito. In questo caso, la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto che la caduta fosse più verosimilmente causata dalla condotta imprudente del conducente piuttosto che da un difetto del dosso, interrompendo così il nesso di causalità e escludendo la responsabilità del custode.
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