Un automobilista ha impugnato un verbale di violazione del Codice della Strada da 41 euro. Dopo il rigetto del ricorso in primo e secondo grado, il Tribunale lo ha condannato a pagare ben 1.780 euro per le spese legali. L'automobilista si è rivolto alla Corte di Cassazione, contestando l'eccessività della somma rispetto al valore minimo della causa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che per controversie sotto i 1.100 euro la liquidazione delle spese processuali deve rispettare i parametri ministeriali previsti per lo scaglione di riferimento. Decidendo nel merito, la Corte ha ridotto le spese di secondo grado a 500 euro, ristabilendo la proporzione tra il valore della lite e i compensi legali.
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