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Art. 143 Codice della Crisi d'Impresa — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 143 Codice della Crisi d'Impresa

Liquidazione: Debitore non può impugnare lo stato passivo
Un debitore, soggetto alla procedura di liquidazione controllata, ha tentato di contestare l'elenco dei suoi debiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: l'impugnazione dello stato passivo da parte del debitore non è permessa. Con l'apertura della procedura, il debitore perde la 'legittimazione processuale' su questioni patrimoniali. Questo potere passa interamente al liquidatore, che agisce per conto di tutti i creditori. La liquidazione controllata, pur essendo una procedura semplificata, condivide le regole fondamentali della liquidazione giudiziale (ex fallimento), dove tale principio è consolidato.
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Privilegio fondiario: sì alla liquidazione controllata
Una società finanziaria, creditrice in forza di un mutuo fondiario, avviava un'espropriazione immobiliare contro un debitore. Successivamente, quest'ultimo veniva ammesso alla procedura di liquidazione controllata per sovraindebitamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22914/2024, ha stabilito un principio di diritto fondamentale: il "privilegio fondiario" previsto dall'art. 41 del Testo Unico Bancario, che consente al creditore di proseguire l'azione esecutiva individuale, si applica non solo alla liquidazione giudiziale (l'ex fallimento) ma anche alla liquidazione controllata. La decisione si fonda sull'interpretazione del rinvio normativo operato dal Codice della Crisi, che estende l'intera disciplina, incluse le eccezioni, alla procedura minore.
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Termine riassunzione processo: decorrenza e novità
Una società aveva ripreso una causa dopo la messa in liquidazione della banca convenuta. La Corte d'Appello aveva dichiarato il processo estinto, ritenendo superato il termine per la riassunzione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che il termine riassunzione processo decorre non dalla conoscenza dell'evento, ma dalla dichiarazione formale di interruzione da parte del giudice, in linea con un principio di certezza del diritto stabilito dalle Sezioni Unite.
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