LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1374 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 3 di 4

Altri anni per Art. 1374 Codice Civile

Prelazione agraria: requisiti e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7504/2024, ha rigettato il ricorso di due acquirenti di terreni agricoli contro la sentenza che riconosceva il diritto di prelazione agraria a un coltivatore diretto. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso volti a contestare l'accertamento dei fatti, come la qualifica di coltivatore diretto del retraente, ribadendo che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito della controversia. Ha inoltre chiarito che la morte di una parte in giudizio, se non dichiarata dal suo avvocato, non invalida il processo grazie al principio di ultrattività del mandato.
Continua »
Rinuncia ricorso Cassazione: effetti sull’incidentale
Una società di gestione idrica rinuncia al proprio ricorso principale in Cassazione in una causa relativa a rimborsi per il servizio di depurazione. La Corte Suprema dichiara estinto il ricorso principale ma procede all'analisi del ricorso incidentale presentato da un'altra società, rigettandolo. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione non annulla l'efficacia di un ricorso incidentale, il quale deve essere comunque esaminato nel merito.
Continua »
Ricorso incidentale: effetti della rinuncia principale
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso principale non comporta l'inefficacia del ricorso incidentale. Nel caso di specie, un condominio aveva chiesto il rimborso di somme per un servizio di depurazione non goduto. Giunti in Cassazione, il ricorrente principale ha rinunciato all'impugnazione. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio principale ma ha proceduto all'esame del ricorso incidentale, rigettandolo e condannando entrambe le società ricorrenti al pagamento delle spese legali a favore del condominio.
Continua »
Rimborso canone depurazione: la Cassazione decide
Due utenti ottengono la conferma del loro diritto al rimborso del canone di depurazione per un servizio idrico non erogato. La società fornitrice, dopo aver perso in primo e secondo grado, rinuncia al ricorso in Cassazione alla luce di una giurisprudenza consolidata che conferma il diritto al rimborso.
Continua »
Rimborso Tariffa Depurazione: la guida completa
Un gruppo di utenti ha citato in giudizio il proprio fornitore idrico per ottenere il rimborso della tariffa di depurazione, pagata per un servizio di fatto inesistente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6970/2024, ha confermato il proprio orientamento: la quota della bolletta relativa alla depurazione non è dovuta se il servizio non viene erogato. La Corte ha chiarito che l'obbligo di restituzione spetta alla società che ha emesso la bolletta e incassato il pagamento, ovvero il fornitore del servizio idrico, e che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
Continua »
Rimborso canone depurazione: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6968/2024, ha ribadito un principio fondamentale per gli utenti del servizio idrico: il diritto al rimborso del canone di depurazione qualora il servizio non venga effettivamente erogato. Il caso riguardava un utente che aveva chiesto la restituzione delle somme versate negli ultimi dieci anni a titolo di tariffa di depurazione, poiché l'impianto non era operativo. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che la tariffa ha natura di corrispettivo per una prestazione specifica. Se la controprestazione (la depurazione) manca, il pagamento non è dovuto e l'utente ha diritto alla restituzione. La Corte ha inoltre precisato che il termine di prescrizione per tale azione è quello ordinario di dieci anni.
Continua »
Canone di depurazione: chi rimborsa se manca il servizio?
Un condominio ha richiesto il rimborso del canone di depurazione per un servizio mai erogato. Dopo una disputa legale su quale società fosse tenuta alla restituzione a seguito di una cessione di ramo d'azienda, la società ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte, nel dichiarare l'estinzione del giudizio, ha fatto riferimento a recenti sentenze che individuano nel gestore subentrato nel contratto il soggetto tenuto al rimborso.
Continua »
Rimborso canone depurazione: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio relativo alla richiesta di rimborso del canone di depurazione da parte di alcuni utenti contro una società di servizi idrici. La società, dopo aver perso in primo e secondo grado, ha rinunciato al ricorso in Cassazione a seguito di recenti sentenze conformi che hanno stabilito il diritto degli utenti al rimborso in caso di servizio non erogato. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento delle spese legali.
Continua »
Regresso condizionale: sì all’azione prima del pagamento
Una compagnia assicurativa, che aveva prestato fideiussione per una società, si oppone a una cartella esattoriale e agisce in regresso contro la società garantita prima di pagare. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'opposizione perché notificata all'ente creditore invece che all'agente di riscossione. Tuttavia, accoglie il ricorso sulla domanda accessoria, affermando la legittimità dell'azione di regresso condizionale, esperibile anche prima del pagamento per motivi di economia processuale.
Continua »
Canone locazione commerciale: no al blocco unilaterale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1341/2024, ha chiarito che la sospensione unilaterale del pagamento del canone locazione commerciale durante il lockdown Covid-19 costituisce un grave inadempimento. Se il conduttore non dimostra di aver attivamente cercato una rinegoziazione del contratto con il locatore, la risoluzione del contratto è legittima. Nel caso di specie, il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già sancito la gravità della sua condotta.
Continua »
Responsabilità professionale notaio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'acquirente che chiedeva il risarcimento dei danni a un notaio per non aver rilevato un'ipoteca iscritta sull'immobile il giorno prima del rogito. La decisione sottolinea che non sussiste responsabilità professionale del notaio se questi ha agito con diligenza, effettuando le visure ipotecarie a ridosso dell'atto, e che il ricorso in Cassazione non può limitarsi a richiedere una nuova valutazione dei fatti o a riproporre le stesse tesi dei gradi precedenti senza criticare specificamente la motivazione della sentenza d'appello.
Continua »
Garanzia autonoma: quando è abusiva l’escussione?
Una società ferroviaria ha escusso una garanzia autonoma a danno di due banche per l'inadempimento di un appaltatore. La Corte d'Appello ha qualificato l'escussione come abusiva. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione che, data la complessità della materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a pubblica udienza, al fine di approfondire il concetto di escussione abusiva della garanzia autonoma.
Continua »
Clausola penale leasing: come si calcola il dovuto?
Una società e il suo fideiussore hanno contestato la risoluzione di un contratto di leasing traslativo per un'imbarcazione. La Corte d'Appello aveva respinto le loro richieste, citando un precedente giudicato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la clausola penale leasing richiede un completo ricalcolo del dare e avere, inclusa la detrazione del valore del bene. La Corte ha stabilito che la precedente sentenza sui canoni non pagati non impedisce una nuova azione per determinare il saldo finale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Vizi dell’immobile locato: oneri del conduttore
Una società di ristorazione cita in giudizio il proprietario di un immobile per la risoluzione del contratto di locazione, lamentando vizi dell'immobile locato, in particolare la mancanza di destinazione d'uso commerciale per il piano interrato. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il conduttore, avendo dichiarato nel contratto di aver trovato l'immobile idoneo all'uso e assumendosi l'onere di ottenere tutte le autorizzazioni, si era accollato il rischio economico relativo all'eventuale impossibilità di utilizzo, escludendo la responsabilità del locatore.
Continua »
Responsabilità del mandatario: quando agire?
Un'associazione di categoria agricola (mandatario), incaricata da un allevatore (mandante) di gestire una pratica per contributi comunitari, commette un errore che causa la perdita dei fondi. La Corte di Cassazione, nel confermare la decisione di merito, stabilisce un principio cruciale sulla responsabilità del mandatario: sebbene l'errore iniziale sia imputabile all'agente, una volta che il mandante ne viene a conoscenza, sorge a suo carico un dovere di agire per mitigare i danni futuri. L'inerzia del mandante nell'evitare ulteriori pregiudizi, quando possibile, interrompe il nesso causale e gli preclude il diritto al risarcimento per i danni che avrebbe potuto evitare.
Continua »
Diritto di riscatto box: no per le pertinenze
Un inquilino di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, dopo aver acquistato l'appartamento, ha citato in giudizio l'ente proprietario per ottenere anche la proprietà del box auto pertinenziale. L'inquilino sosteneva che il suo diritto di riscatto si estendesse anche al box. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il diritto di riscatto previsto dalla legislazione speciale sull'edilizia pubblica è limitato esclusivamente alle unità abitative e non si applica alle loro pertinenze, come i garage. La Corte ha inoltre escluso che le normative urbanistiche sui parcheggi obblighino l'ente a trasferire la proprietà del box insieme a quella dell'alloggio.
Continua »
Buona fede assicurazione: l’obbligo di informare
La Corte di Cassazione ha stabilito che viola il principio di buona fede assicurazione il comportamento della compagnia che, dopo aver indicato in polizza un termine di prescrizione decennale, omette di informare l'assicurato della successiva riduzione per legge a due anni. Tale omissione, che porta l'assicurato a perdere il diritto all'indennizzo, è stata qualificata anche come pratica commerciale scorretta, creando un obbligo risarcitorio per la compagnia.
Continua »
Inadempimento locazione: quando è colpa del conduttore?
Una società conduttrice di un immobile a uso commerciale non pagava il canone, adducendo un problema bancario non imputabile a sé. Tuttavia, il ritardo si protraeva per otto mesi, accumulando una morosità pari a tre trimestralità. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto per grave inadempimento locazione, sottolineando che la prolungata inerzia del conduttore nel risolvere il problema e saldare il debito costituisce una colpa che giustifica la fine del rapporto contrattuale.
Continua »
Polizze unit linked: si applica sempre il TUF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le polizze unit linked sono soggette alla disciplina del Testo Unico della Finanza (TUF) per la loro natura di prodotto finanziario. La Corte ha rigettato la tesi del 'doppio binario', affermando che le tutele per l'investitore, in particolare gli obblighi informativi, si applicano indipendentemente dal fatto che il prodotto sia venduto direttamente da un'impresa di assicurazione o tramite un intermediario assicurativo. La decisione conferma la condanna solidale dell'emittente e dell'intermediario al risarcimento del danno subito da una risparmiatrice a causa della carente informazione sulla rischiosità del prodotto.
Continua »
Pagamento al cedente: non libera se c’è notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento al cedente, effettuato dal debitore dopo aver ricevuto la notifica della cessione del credito, non ha effetto liberatorio. Il debitore è tenuto a pagare nuovamente, questa volta al cessionario. Il caso riguardava un'assicurazione che, nonostante la notifica, aveva risarcito il danneggiato originale invece della società di noleggio a cui era stato ceduto il credito.
Continua »