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Art. 1374 Codice Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 1374 Codice Civile

Responsabilità professionale del notaio: negare i dati costa caro
Una venditrice subisce accertamenti fiscali per il mancato pagamento del bollo auto poiché l'acquirente non ha registrato il passaggio di proprietà. Il notaio che ha autenticato le firme si rifiuta di fornirle i dati dell'acquirente necessari per regolarizzare la situazione. La Cassazione stabilisce la responsabilità professionale del notaio, il quale è tenuto a comportarsi secondo buona fede e a proteggere il cliente. Il notaio tenta di impugnare la decisione per un presunto errore di fatto dei giudici, ma la Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il professionista viene condannato anche per abuso del processo (lite temeraria), confermando che il rifiuto di collaborare con il cliente per evitare danni fiscali costituisce una grave violazione dei doveri professionali.
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Diritto reale d’uso sul parcheggio condominiale: stop al canone
Un gruppo di condomini ha citato in giudizio il proprietario del seminterrato dello stabile per far valere il proprio **Diritto reale d'uso sul parcheggio condominiale**, originariamente previsto dalla licenza edilizia del 1968 ma poi concesso in locazione a terzi come autorimessa a pagamento. Il proprietario eccepiva la prescrizione del diritto per non uso ventennale e chiedeva un compenso per il deprezzamento del locale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del proprietario, confermando che il diritto d'uso dei condomini non si è prescritto, poiché l'area è stata costantemente utilizzata. Inoltre, la Corte ha stabilito che il diritto all'integrazione del prezzo spetta solo al costruttore-venditore originario e non ai successivi acquirenti o assegnatari dell'area di parcheggio. I condomini ottengono così la disponibilità gratuita di 217 metri quadrati per i loro veicoli.
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Ripetizione di indebito: banca condannata per causali generiche
Un'azienda correntista ha agito in giudizio per la ripetizione di indebito contro la propria banca, chiedendo la restituzione di oltre 339.000 euro. Tali somme erano state addebitate con la generica causale "pagamenti diversi" senza alcuna giustificazione documentale. La banca si è difesa sostenendo che il cliente, non avendo contestato tempestivamente gli estratti conto, li avesse tacitamente approvati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca. I giudici hanno chiarito che l'approvazione tacita dell'estratto conto non impedisce di contestare la validità giuridica dei singoli addebiti. Poiché la banca non ha consegnato i documenti giustificativi, nonostante un precedente ordine del giudice, spetta all'istituto dimostrare la legittimità dei prelievi. La banca è stata quindi condannata a restituire le somme contestate.
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Ripartizione imposta di registro: accordo privato contro Fisco
Un Fondo Pensioni e una Società Immobiliare realizzano un'operazione complessa (conferimento di immobili in una nuova società e successiva vendita delle quote) per beneficiare di agevolazioni fiscali. L'Agenzia delle Entrate riqualifica l'operazione come un'unica compravendita immobiliare, richiedendo oltre 110 milioni di euro di imposte. Le parti si conciliano pagando il 50% ciascuna, ma poi si fanno causa pretendendo l'una dall'altra il rimborso della propria quota. La Corte di Cassazione rigetta entrambi i ricorsi, confermando che la riqualificazione fiscale rileva solo nei confronti del Fisco. Nei rapporti interni tra le parti, in mancanza di pattuizioni specifiche per l'imposta riqualificata, si applica la regola della solidarietà paritaria. Pertanto, la Ripartizione imposta di registro deve avvenire in parti uguali (50% ciascuno).
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Responsabilità professionale del notaio: rogito e casa difforme
Un acquirente compra un appartamento scoprendo poi che il sottotetto non è abitabile per altezza insufficiente, contrariamente a quanto dichiarato dal venditore. L'acquirente chiede il risarcimento dei danni anche al professionista che ha redatto l'atto. La Corte d'Appello esclude la colpa di quest'ultimo, ritenendo che non dovesse verificare la conformità urbanistica. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, accogliendo il ricorso dell'acquirente. I giudici sanciscono la responsabilità professionale del notaio, il quale non può limitarsi a registrare la volontà delle parti. Egli deve compiere tutte le verifiche tecniche e giuridiche necessarie, rispettando l'obbligo di informazione e di consiglio per garantire la sicurezza dell'affare, salvo espresso esonero dei clienti.
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